Esiste una vera e propria maledizione intorno al discusso caso Ruby Rubacuori? È quanto ha ipotizzato ironicamente (ma forse nemmeno troppo) Maurizio Crozza nella puntata di ieri sera di Ballarò. Erano già in molti probabilmente a pensarlo, ma il comico è riuscito a evidenziare come tutti i personaggi coinvolti nello scandalo dei “bunga bunga party” siano finiti in qualche modo nei guai.

Dopo l’ormai ex presidente d’Egitto Hosni Mubarak, chiamato in causa da Silvio Berlusconi che aveva spacciato Ruby come sua nipote, sembra essere giunto alla sua ultima fase anche il governo/dittatura del colonnello Mu’ammar Gheddafi, ovvero il vero e proprio inventore del “bunga bunga” originale. Secondo Crozza, sembra quindi che anche Putin ora sia impegnato in gesti scaramantici “perché ci ha messo il lettone” nelle precedenti visite al nostro presidente del Consiglio. Potete vedere il divertente video di Crozza sulla “Maledizione di Berlushkankamon” sul sito della Rai.

Galleria di immagini: Silvio Berlusconi con i grandi della terra

Scherzi a parte, dalla Libia arrivano invece nei confronti di Silvio Berlusconi delle minacce davvero serie. Dopo che si sono diffuse le immagini del discusso e discutibile “baciamano” del Cavaliere a Gheddafi, nelle piazze della rivolta libica accanto alle grida “Morte a Gheddafi” si sono aggiunti inoltre i cori “Morte a Berlusconi“, oltre a vari slogan contro l’Italia.

Per la prima volta, intanto, Berlusconi è intervenuto a proposito delle violenze perpetuate dal governo libico nei confronti delle persone in rivolta, con scontri che avrebbero portato, secondo stime non confermate, a oltre 1.000 morti. Il nostro presidente del Consiglio, rimasto in silenzio negli scorsi giorni sui tragici eventi che hanno portato la Libia in piena guerra civile, ha dichiarato:

“Prendiamo atto con grande piacere che il vento della democrazia è soffiato in quei Paesi. Tanti giovani vogliono entrare nella modernità e armati del loro coraggio e di Internet hanno dato via ai sommovimenti. Facciamo attenzione che non ci siano violenze ingiustificate e derive che recepiscano il fondamentalismo islamico.”