Nonostante le parole del Presidente Giorgio Napolitano, il quale ieri ha voluto ricordare alla popolazione come l’Italia non fosse in guerra, bensì impiegata in un’operazione congiunta dell’ONU, gli eventi della scorsa notte sembrano orientarsi verso azioni più cruente.

Gli otto tornado italiani forniti da Ignazio La Russa, infatti, sono entrati ufficialmente in funzione ieri sera, quando hanno partecipato ai bombardamenti su Tripoli. A quanto pare, e a dispetto dell’opinione dei politici, lo Stivale pare essere più che coinvolto nella guerra contro il leader Muammar Gheddafi.

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Sono le 20 quando dall’aeroporto militare di Trapani Birgi si è sollevato il primo aereo dell’aeronautica militare italiana. In totale sono stati quattro i velivoli impiegati nell’azione bellica, a cui se ne sono aggiunti altri due a semplice scopo di rifornimento in volo, così come ricorda Reuters:

“La missione si è svolta con l’impiego di quattro Tornado Ecr (Electronic Combat Reconnaissance) supportati da due Tornado “Tanker” con funzioni di rifornitore in volo (AAR – Air-to-Air Refuelling). I caccia Ecr hanno portato a termine la loro missione di soppressione delle difese aeree presenti sul territorio libico (in gergo tecnico dette SEAD – Suppression of Enemy Air Defense) che viene condotta mediante l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM (High-speed Anti Radiation Missile)”.

Tutti gli aerei sono tornati in patria in serata e i primi ad atterrare sono stati propri i tanker, provenienti dalla base bresciana di Ghedi. Il comandante della flotta, Mauro Gabetta, ha espresso soddisfazione per il successo della prima operazione italiana:

“L’operazione condotta dai nostri velivoli è stata di soppressione delle linee aeree avversarie. È stata positivamente condotta e i nostri ragazzi sono tornati a casa. I nostri aerei hanno operato nei pressi di Bengasi. Noi siamo a disposizione della coalizione. Sentiamo la nostra responsabilità nei confronti di tutti i cittadini italiani, e la volontà di aiutare la popolazione libica. Siamo pronti, ora a ricevere eventuali prossimi ordini”.

A ribadire l’impegno italiano è nuovamente il Ministro Franco Frattini, il quale ha sottolineato come l’Italia sarà presente anche nella ricostruzione post Gheddafi:

“Noi abbiamo più volte dimostrato solidarietà e amicizia al popolo libico e, evidentemente, di fronte agli attacchi forti e ai bombardamenti sulle città della Libia, non potevamo rimanere indifferenti, specialmente quando l’alleanza internazionale con le Nazioni Unite ha deciso di intervenire”.