Si è riunito in questi giorni a Bengasi il Comitato Nazionale Transitorio, organo di rappresentanza dei ribelli che si oppongono al regime del Colonnello Muammar Ghaeddafi. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa AdnKronos nel pomeriggio, durante gli incontri è stata definita una lista in cui sono elencati i futuri leader del governo che guiderà la Libia nel dopo guerra.

Quello che sorprende, dopo le aspettative della vigilia, è che soltanto due donne sono state inserite nell’importante elenco. Di queste, nessuna delle due occupa il posto di ministro dell’Educazione, che pure sembrava indirizzato verso un’occupante femminile. Una notizia, come rimarcato dal New York Times, che suona come una sostanziale sconfitta per quel movimento di donne che della rivolta è stato elemento scatenante e fondamentale.

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Hana el-Gallal, avvocato per i diritti umani, sembrava una delle candidate alla carica di ministro dell’Educazione, mentre ora commenta così la lista diramata dal Comitato:

“Nel vecchio regime non avevamo alcuna voce in campo politico ed economico. Ora, in questi due campi non abbiamo alcuna presenza”.

Un cambio di rotta tanto auspicato in Libia, ma la cui realizzazione sembra adesso aver fatto qualche passo indietro. Nonostante la forza del movimento femminile pare non avere più lo stesso impatto delle prime settimane, le donne libiche promettono ancora battaglia. Come chiaramente si è espressa Salwa Bugaighis, agli inizi della rivolta fra i leader, le donne libiche ora “vogliono di più”.