La mozione della Lega sulla guerra in Libia passerà. Parola di Umberto Bossi, leader del Carroccio, che ha spiegato come il premier Silvio Berlusconi non farà cadere il governo, ma appoggerà appieno la mozione promossa dal suo partito, che tuttavia solleva interrogativi tra la minoranza e non solo.

La mozione della Lega stabilirebbe una data certa per la fine delle azioni militari e lo svincolamento del denaro pubblico dal finanziamento delle azioni stesse. Però la data certa non si avrà comunque, dato che viene subordinata a una decisione della Nato, che più volte si è pronunciata spiegando che il termine della guerra avverrà solo dopo che le forze di Gheddafi smetteranno di attaccare la popolazione civile libica.

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Così, il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, ha commentato:

“Abbiamo trovato l’accordo su tutti i punti previsti dalla nostra mozione, abbiamo trovato un accordo sulla nostra mozione. Il testo non è stato modificato, ma è stato aggiunto un settimo punto che riguarda la razionalizzazione delle missioni in corso.”

La maggioranza, come sempre, sembra essersi ricompattata dopo le molte discussioni di queste settimane. Per le minoranze in Parlamento, però la mozione sembra l’ennesimo ricatto della Lega, la cui azione politica al governo sembra essere caratterizzata dal motto “o si fa come diciamo noi o niente”.

Anna Finocchiaro del Pd si è infatti scagliata contro la mozione:

“Questa quadra che avrebbe trovato la maggioranza ancora non l’ho vista ma immagino che abbiano rappattumato un po’ tutto. È una cosa farsesca. Il solito tentativo di mettere insieme ciò che insieme non può stare, con molte furbizie, con qualche silenzio e con una grande strumentalità.”