Sono inquietanti le notizie che giungono dalla Libia, dove è in corso una vera e propria guerra atta a togliere il potere dalle mani del dittatore Muammar Gheddafi. A quanto sembra, il raìs avrebbe addirittura utilizzato civili come scudi umani per difendersi dagli attacchi della coalizione ONU.

Secondo le indiscrezioni pubblicate da Libero, i fedelissimi di Gheddafi starebbero trasportando a Misurata degli individui, per poi utilizzarli per proteggersi dai colpi dell’armata nemica. Qualora la notizia trovasse conferma, si tratta di una modalità d’azione agghiacciante, che ben rende l’idea del caos generalizzato che regna nella nazione nordafricana.

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Nel frattempo, un vero e proprio mistero circonda la figura del figlio di Gheddafi, il militare Khamis. L’armata britannica sostiene di aver distrutto parte del bunker del leader libico, provocando negli scontri il decesso del discendente del raìs. La testata araba al-Manara conferma la morte, tuttavia sottolinea come i responsabili non siano gli avversari inglesi bensì un aviatore libico, ribellatosi ai comandi del generale. Khamis sarebbe morto dopo diversi giorni di agonia, sfinito dalle ferite infertegli dal suo assalitore. I media di Tripoli, invece, smentiscono, tacciando la news come bufala.

L’Italia continua ad essere attiva nelle azioni belliche, ma pare che i tornado impiegati ieri non abbiano lanciato alcun ordigno su Tripoli. Sembrerebbe, infatti, che i velivoli italiani siano al momento utilizzati ai soli scopi di ricognizione e addestramento. La loro effettiva entrata in questa cruente guerra, però, sarebbe ormai prossima.

Infine, la sommossa libica sta generando sparute polemiche a livello politico. I partiti italiani sembrano essere incredibilmente compatti, con un appoggio bipartisan alle attività belliche. Gli unici ad esprimere dissenso rispetto all’entrata in guerra sono stati la Lega, preoccupata dal flusso migratorio, e Nichi Vendola, il quale auspica la ripresa di negoziati pacifici per risolvere la questione Gheddafi senza morte e distruzione.