Wonder Woman, Electra, Catwoman, Batgirl, ma anche Anna, Rossella, Valeria, Martina e tante altre. Siamo tutte eroine e, anche se non siamo capaci di arrampicarci sui grattacieli e renderci invisibili, sappiamo preparare una cena romantica dopo una giornata infernale a lavoro senza dimenticarci di mettere a letto i bambini puliti e profumati, e trovando il tempo anche per depilarci le gambe al volo.

Donne capaci di tutto, donne protagoniste di Eroine Multitasking, il primo libro di Giovanna Gallo, blogger, social media strategist e PR freelance, insomma una tipa in mille faccende affaccendata, che ha deciso di racchiudere tra queste pagine un bell’incoraggiamento a tutte noi, che sciogliamo tanti nodi e affrontiamo a testa alta tante situazioni complicate, ma che non perdiamo mai la voglia di fare sempre più e meglio.

Un messaggio positivo che la stessa Giovanna ci racconta attraverso questa intervista.

D: Il tuo libro è dedicato in primis a tua mamma, “macchina da guerra” per eccellenza, che ti ha insegnato come affrontare le mille difficoltà quotidiane che, inevitabilmente, incontriamo sul nostro cammino. Secondo te la grande capacità di essere “smart” che ha la donna, dipende anche dall’epoca e dal contesto sociale in cui vive?

R: Secondo me dipende moltissimo dall’educazione. Se ti hanno insegnato fin da piccola a rimboccarti le maniche, da grande, per forza di cose, il tuo carattere sarà plasmato su questo tipo di visione. Personalmente sono una di quelle che preferirebbe impiccarsi piuttosto che vivere nell’inattività (soprattutto mentale – a livello fisico sono una pigra!) ma immagino che la spinta arrivi dal fatto che non sono cresciuta in una Regione facile e che per affermarmi ho dovuto lasciarla. Mia madre è un caso esemplare: moglie, instancabile casalinga (di quelle perfette), cuoca sublime, lavoratrice, con due figlie ormai adulte si è presa a carico il terzo arrivato e, a 40 anni, è ufficialmente diventata, ai miei occhi, l’Eroina Multitasking per eccellenza. Se lei non fosse così, io sarei come sono oggi? Mi sa proprio di no!

D: Nel libro dedichi un intero capitolo ai danni subiti dalla popolazione femminile, in campo sentimentale, dalla letteratura, dal cinema e dalla televisione. Perché, secondo te, gli uomini invece sembrano essere immuni alla favola dell’amore perfetto?

R: Io sono una divoratrice di serie tv, quindi sogno un mondo fatto di bastardi dal cuore tenero e di grandi gesti. Poi obiettivamente nel mondo reale non saprei che farmene: meglio un uomo Patatone che uno stronzo che ti tratta male, no? Eppure, da donna, ti dico che è difficile resistere alla tentazione di credere a questo mondo parallelo in cui il lieto fine arriva sempre, lui ti insegue all’aeroporto per dirti addio e ti fa la dichiarazione struggente sotto la pioggia. Gli uomini sono più pratici: possono essere dolci, romantici e presenti, ma non comprenderanno mai al 100% ciò che piace alle donne e perché si fanno infinocchiare da certi stereotipi da commedia romantica. Figuriamoci il potere di Un grande gesto, quello da strappacuore. E poi, lo vogliamo veramente? E’ questo il punto: meglio un fidanzato che ti sorprende ogni giorno che uno che si spara tutte le cartucce una volta nella vita.

D: Noi donne sin dalla scuola media siamo alla Ricerca del fidanzato. Perché? Perché non riusciamo a vivere serenamente la condizione di single?

R: Per il libro sono tornata alle Medie, il medioevo di ogni donna, per ricordare quanto fosse difficile affermarsi ed essere popolari  in un mondo di sopracciglia folte, cerette inesistenti e capelli non piastrati. Diciamocelo, alle medie, negli anni ’80-’90 eravamo tutte bruttine, e più lo eravamo più ci facevamo incantare dal più fico dell’istituto, che puntualmente aveva occhi per la ragazza più grande e perfettamente depilata. Secondo me questa “caccia all’uomo” comincia in quel periodo lì, quando tocchi i picchi del rifiuto sociale e non il tuo carattere non è che un pallido riflesso di quello che sarà a 30. E’ un discorso che funziona sempre: più ci sentiamo rifiutate, o ci troviamo a contatto con uomini da manicomio, con storie assurde alle spalle e un comportamento da psicolabile, più ci buttiamo a pesce nel progetto “Io ti salverò”. Conosco single che stanno benissimo in questa condizione, finché non trovano l’uomo della loro vita: poi si chiedono come hanno fatto a vivere senza di lui. Secondo me l’importante è stare bene in entrambe le condizioni: è questa la chiave!

D: Un consiglio a tutte le donne per sopravvivere a famiglia, lavoro e impegni vari senza rinunciare a nulla, in primis all’amor proprio.

R: Riderci su! Di natura sono una persona leggera, sarcastica e sicuramente auto-ironica. Mi capita sempre di entrare in un nuovo gruppo di amici e diventarne subito la mascotte, “lo zimbello”, quello che tutti prendono in giro. E’ una cosa che ho messo in Eroine e che mi accompagna nella vita di tutti i giorni: se non fossi così resisterei alle mie giornate? Non è un luogo comune: se si è lucide sui propri limiti, su quei limiti si può ricamare. Ed ecco allora che diventa un aneddoto carino da raccontare alle amiche, o da ripetersi in testa quando proprio tutto va storto.

D: Da eroina multitasking, ti è mai capitato di essere presa da talmente tante attività contemporaneamente, da combinare qualche danno?

R: Certo: mi capita sul lavoro, quando ne prendo talmente tanto (perché rifiutare è peccato) che non so più dove sbattere la testa o in una settimana particolarmente viva dal punto di vista degli impegni mondani. Vorrei sempre fare tutto, ma poi, fortunatamente, mi rendo conto che non potrei farcela. Sinceramente, fermarsi è l’unico modo per non combinare disastri.

D: Detto tra noi: abbiamo una marcia in più dei maschietti, eh? ;)

R: Abbiamo semplicemente una marcia diversa, e l’una compensa l’altra. Se devi fare una salita ripida, devi farla in seconda, ma se sei in autostrada, vai di quinta: quante salite e strade veloci facciamo ogni giorno? Entrambe sono fondamentali: questa similitudine da fine intellettuale per dire che entrambi gli approcci sono funzionali alla buona riuscita, ad esempio, di una storia d’amore, o di una settimana particolarmente difficile, o di un mese da pazzi. Di certo siamo più pratiche e meno burocratiche di loro: mandali a fare una spesa al super, o lasciali da soli a gestire la casa, durano massimo cinque minuti e non ottimizzano nulla (e nel secondo caso, il massimo della gestione è un file Excel per monitorare le spese. E il pavimento chi lo lava!?). Senza generalizzare, anche perché ho il compagno più perfetto del mondo e che smentisce la regola dei ruoli stereotipati tra uomo e donna, posso dirti con certezza che anche il più perfetto degli uomini si perde in un bicchiere d’acqua. Meno male che ci siamo noi. ;)