Il protagonista non è un uomo affascinante. E se è per questo non si tratta nemmeno di un uomo poco interessante. Non parliamo neanche del fantomatico “punto G”, a cui il titolo vagamente allude. Il protagonista de “Il tasto G” è in realtà… un ascensore. Sì, avete capito bene, quello dove in molti hanno paura di rimanere bloccati, quello dove ci si dà l’ultima aggiustata prima di un appuntamento importante, quello che può essere fermato fra un piano e l’altro per attività non proprio ortodosse…

“Su e giù per i pianerottoli del cuore”: un sottotitolo delizioso che lascia intendere il punto di vista, quello appunto di un ascensore che ne vede passare di cotte e di crude: donne che…

“sentono troppo, amano troppo e ingrassano dentro, appesantendo il cuore”…

…  Uomini che le accompagnano, tipi molto stravaganti e un tasto che ha reso tutto speciale: il fantomatico, misterioso, intrigante “Tasto G”.

Originale, divertente, ironico, AUTOironico, “Il tasto G” di Rossella Calabrò (che peraltro scrive benissimo) è perfetto per una risata riflessiva sotto l’ombrellone; oppure per qualche interessante viaggio su e giù per le lenzuola…