Se anche sotto l’ombrellone una lettura frivola o leggera non vi soddisfa, ma preferite qualcosa di serio, un libro come “La fine del maschio e l’ascesa delle donne” potrebbe fare per voi.

Si tratta di un saggio-inchiesta che ha fatto molto discutere nei primi mesi di uscita (marzo 2013) e che pare stia già condizionando certi modi di esprimersi: “la fine del maschio” ad esempio è un’espressione già entrata nel gergo lessicale di genere.

La giornalista americana Hanna Rosin sostiene in questo libro una tesi quasi sconcertante: secondo lei, ma soprattutto secondo i dati e i numeri con cui supporta il suo pensiero, le donne avrebbero già raggiunto e superato gli obiettivi delle battaglie femministe; la parità fra i sessi sarebbe addirittura obsoleta rispetto ai risultati ottenuti dalle donne.

“La fine del maschio” distrugge pezzo per pezzo l’immagine dell’uomo macho che non deve chiedere mai, mostrando invece una figura di donna capace di reinventarsi continuamente anche in mezzo a mille difficoltà.

Ad esempio per la donna moderna l’attuale crisi economica è un’opportunità e la sua diversa maniera di apprendere, guadagnare, operare delle scelte o persino uccidere, la rende ormai il vero “sesso forte” della coppia e del mondo.

Forse la rivoluzione di cui parla la Rosin è ancora sottesa e poco evidente; e forse certi risultati non riguardano talune società, dove l’emancipazione della donna non solo è indietro, proprio non è contemplata. Se però davvero il maschio “è finito”, la profezia della Rosin potrebbe spalancare le porte all’analisi di un mondo tutto nuovo, molto diverso da quello ancora percepito come attuale.

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