Esiste un libro di ricette particolarmente interessante, non tanto per le preparazioni o gli ingredienti suggeriti dal suo autore, ma per il fatto che vengano proposte delle mono porzioni.

Il volume in questione è stato pubblicato dalla casa editrice Archinto, titola inequivocabilmente come “Manuale del mangiatore solitario” ed il suo autore, che dichiara di essere un avvocato dal passato controverso, è Pippo Apicella.

Apicella fa un preambolo sui single, spiegando che, dovendo sbrigare da soli tutte le contingenze quotidiane, hanno pochissimo tempo, ed incontrano oltretutto una serie di difficoltà nell’affrontare la cucina in solitaria, giacchè preparare una porzione di cibo singola, riducendo gli ingredienti di una ricetta per 4 persone, non potrà mai far ottenere gli stessi risultati.

Pare infatti che, non di rado, sia matematicamente impossibile e, oltretutto, il rapporto tra il tempo da spendere nella preparazione per una sola porzione sia ragionevolmente antieconomico.

Nella maggior parte dei casi una persona “spaiata” tiene in frigo salumi e formaggi, insalatine già pronte, alcune fette di carne o un sugo preparato in precedenza, che però dovrà consumare un po’ alla volta, non riuscendo a diversificare la propria dieta quanto si dovrebbe, e non riuscendo neppure a trovare la giusta gratificazione.

Insomma, o la tavola diventa triste, o ci si rifugia nel surgelato, nel liofilizzato, nel take away e, ancor peggio, nella gastronomia sotto casa.

Ecco perché il suo libro può venire incontro alle esigenze di una popolazione sempre più numerosa nella società odierna.