Cosa c’è dietro alla moda? Chi sono coloro che si occupano di produrre, materialmente, quei capi che tanto ci fanno sognare dalle vetrine dei negozi?

A svelarlo è un libro, scritto da Giò Rosi, pseudonimo di un autore che ha preferito non rivelare la sua vera identità, che si chiama “Made in Italy – Il lato oscuro della moda”.

Un libro scottante che mette sotto i riflettori le condizioni di coloro che contribuiscono a far sognare gli acquirenti e, soprattutto, le grandi maison della moda che, grazie allo sfruttamento del lavoro di chi non può ribellarsi, riescono ad avere degli enormi guadagni.

Tutto ciò che passa sotto l’etichetta di “Made in Italy” molto spesso nasconde la situazione drammatica dei lavoratori nei laboratori tessili in India, Cina ma anche in alcune parti di Europa.

Persone che vivono in condizioni di assoluta povertà e che vedono questo tipo di lavoro come unica possibilità di salvezza per se stessi e per la loro famiglia. Persone che sono costrette a sopportare delle condizioni di lavoro al limite della schiavitù alle quali non possono ribellarsi per poter continuare a lavorare.

In questo periodo, in cui anche gli stilisti stanno cercando una via alternativa per la produzione, noi consumatrici abbiamo l’obbligo di fare delle scelte d’acquisto consapevoli.