Licenziamento in arrivo? Ecco i segnali

Licenziamento
Campanelli d'allarme del licenziamento, quali sono?

Perdere il lavoro e licenziamento: sono termini purtroppo noti a molti, a prescindere dalla sicurezza fornita dai contratti a tempo indeterminato e dai mitici posti fissi. Ma come fare a riconoscere le intenzioni del datore di lavoro? E quali sono i segnali da captare?

Ci sono alcuni campanelli di allarme che indicano un licenziamento in arrivo, e senza dubbio qualsiasi lavoro si svolga una buona abitudine è quella di monitorare la “salute” dell’azienda presso la quale si lavora, tenendo d’occhio anche le grandi manovre che la coinvolgono, come fusioni o acquisizioni, proposte di trasferimento, magari presso una sede disagiata.

Tenere un curriculum vitae aggiornato, infatti, è sempre utile. Altri segnali di un licenziamento imminente possono essere: piccoli cambiamenti di mansioni o spostamenti all’interno dell’azienda, come ad esempio essere spostati in un ufficio più piccolo, oppure il divieto di acquistare materiali e strumenti per l’ufficio, di usare il telefono, o quando si abbassano i livelli dei servizi per il lavoratore, nel caso, ad esempio, della sospensione del servizio mensa per un periodo abbastanza lungo.

Assicurarsi di avere un curriculum pronto e aggiornato, inoltre, è fondamentale anche nel momento in cui i licenziamenti non ci riguardano direttamente, ma avvengono comunque intorno a noi: la cerchia man mano si potrebbe stringere e di certo non bisogna mostrarsi impreparati, né tantomeno si possono commettere degli errori che sanno di ingenuità.

Quindi una mossa giusta è informarsi presso i sindacati, cercando di conoscere al meglio la politica aziendale, guardando, se è il caso, anche a nuove opportunità di lavoro. Se non si è invitati a partecipare alla consueta riunione di direzione, inoltre, potrebbe essere un chiaro segnale che l’azienda ci sta progressivamente escludendo: in questo caso non bisogna farsi cogliere impreparati e, se possibile, cercare di mettersi comunque in mostra dimostrando che ancora si è validi e utili, e che si può contribuire agli obiettivi comuni.

Non è opportuno, infatti, mettersi subito alla porta e abbandonare il campo, mentre è consigliabile usare le ultime armi disponibili, anche con un pizzico di ironia. Ovviamente anche il fatto di non andare d’accordo con il capo può mettere il lavoro in pericolo, e se si è stati spodestati delle prorpie mansioni rimettersi in gioco non è certo facile.

Ma a questo c’è un rimedio: all’interno della stessa struttura, spesso, ci si può mettere nuovamente in discussione guardando a un altro ufficio, o entrando a far parte di un altro team lavorativo, per mezzo del quale accrescere le proprie competenze.

Fonte: Lifewise

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Tag: Lavoro, licenziamento
  • Nicole

    Io licenzierei tutte quelle persone subdole che si ritrovano sui posti di lavoro perchè conoscono qualcuno, facendosene pure vanto in maniera arrogante ed idiota…Belli gonfi come una bolla di sapone e molti pure oramai belli che arrugginiti(ma ancora circolano)!

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