Perdere il lavoro e licenziamento: sono termini purtroppo noti a molti, a prescindere dalla sicurezza fornita dai contratti a tempo indeterminato e dai mitici posti fissi. Ma come fare a riconoscere le intenzioni del datore di lavoro? E quali sono i segnali da captare?

Ci sono alcuni campanelli di allarme che indicano un licenziamento in arrivo, e senza dubbio qualsiasi lavoro si svolga una buona abitudine è quella di monitorare la “salute” dell’azienda presso la quale si lavora, tenendo d’occhio anche le grandi manovre che la coinvolgono, come fusioni o acquisizioni, proposte di trasferimento, magari presso una sede disagiata.

Tenere un curriculum vitae aggiornato, infatti, è sempre utile. Altri segnali di un licenziamento imminente possono essere: piccoli cambiamenti di mansioni o spostamenti all’interno dell’azienda, come ad esempio essere spostati in un ufficio più piccolo, oppure il divieto di acquistare materiali e strumenti per l’ufficio, di usare il telefono, o quando si abbassano i livelli dei servizi per il lavoratore, nel caso, ad esempio, della sospensione del servizio mensa per un periodo abbastanza lungo.

Assicurarsi di avere un curriculum pronto e aggiornato, inoltre, è fondamentale anche nel momento in cui i licenziamenti non ci riguardano direttamente, ma avvengono comunque intorno a noi: la cerchia man mano si potrebbe stringere e di certo non bisogna mostrarsi impreparati, né tantomeno si possono commettere degli errori che sanno di ingenuità.

Quindi una mossa giusta è informarsi presso i sindacati, cercando di conoscere al meglio la politica aziendale, guardando, se è il caso, anche a nuove opportunità di lavoro. Se non si è invitati a partecipare alla consueta riunione di direzione, inoltre, potrebbe essere un chiaro segnale che l’azienda ci sta progressivamente escludendo: in questo caso non bisogna farsi cogliere impreparati e, se possibile, cercare di mettersi comunque in mostra dimostrando che ancora si è validi e utili, e che si può contribuire agli obiettivi comuni.

Non è opportuno, infatti, mettersi subito alla porta e abbandonare il campo, mentre è consigliabile usare le ultime armi disponibili, anche con un pizzico di ironia. Ovviamente anche il fatto di non andare d’accordo con il capo può mettere il lavoro in pericolo, e se si è stati spodestati delle prorpie mansioni rimettersi in gioco non è certo facile.

Ma a questo c’è un rimedio: all’interno della stessa struttura, spesso, ci si può mettere nuovamente in discussione guardando a un altro ufficio, o entrando a far parte di un altro team lavorativo, per mezzo del quale accrescere le proprie competenze.

Fonte: Lifewise