Vincere al gioco, lasciare il lavoro e viaggiare per il mondo vita natural durante. Probabilmente è il sogno di molti, chiaramente a patto che la vincita sia caratterizzata da un certo numero di zeri. Essere licenziata dopo aver vinto 32 mila euro in uno show TV, invece, non piacerebbe a nessuno.

Succede in Germania, dove la segretaria quarantaduenne Friedhild Miller ha partecipato all’edizione tedesca di “Chi vuol essere milionario?” portandosi a casa una cifra di tutto rispetto, senza dubbio, ma certo non sufficiente per vivere di rendita. Il suo capo, tuttavia, non la pesa così, tanto che ha dato il ben servito alla sua dipendente subito dopo aver appreso la notizia.

«Tu adesso non hai più bisogno di soldi, e io in questo momento non ne ho da regalare».

Licenziata in tronco seduta stante, la protagonista della vicenda lavorava part-time presso una piccola azienda dopo la nascita della sua bambina, di sei anni. Entusiasta di tornare in ufficio dopo il suo exploit televisivo, Friedhild si è però dovuta scontrare con una realtà piuttosto amara. Il suo titolare si è difeso dalle varie polemiche con queste parole.

«Non sono senza cuore. Ma ho tre dipendenti è attualmente il lavoro è poco. Così sono contento di poter pagare uno stipendio di meno».

Si parla di possibili azioni legali contro l’autore di questo licenziamento definito da molti “scandaloso”, ma ancora la situazione non è ben chiara: non ci sono dubbi, invece, sul fatto che questa mamma lavoratrice non immaginava di certo che la partecipazione al popolare quiz televisivo le potesse costare il posto di lavoro.

Sorge spontaneo il paragone con la ormai celebre Michela De Paoli, laureata e disoccupata che dopo aver sbancato l’edizione italiana del quiz portandosi a casa meritatamente il jackpot più alto, ha fatto un appello accorato chiedendo, finalmente, un lavoro.

E se anche la sua collega tedesca avesse vinto un milione di euro? Neanche una cifra simile giustificherebbe un licenziamento privo di altre motivazioni effettive: chi possiede un conto in banca un po’ cospicuo non ha diritto di lavorare?

Fonte: Corriere