La pelle del neonato è molto delicata e necessita di cure particolari che non compromettano la sua stabilità. Non tutti sanno, infatti, che il piccolo nelle prime settimane di vita ha bisogno di sentire l’odore tipico del ventre materno, senza che sostanze esterne possano infastidirlo perché troppo forti e artificiose.

Esistono diverse scuole di pensiero per quanto riguarda l’igiene del neonato, come anche una grande varietà di prodotti in commercio creati appositamente per la pelle e i primissimi capelli dei bambini. C’è chi, tuttavia, sostiene che siano da preferire i detergenti senza agenti chimici, realizzati a base di componenti naturali.

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Camomilla e calendula, ad esempio, rappresentano piante molto adatte per lavare la pelle del neonato senza danneggiarla; chi ha il pollice verde può tenere in casa una pianta di aloe vera ed estrarre una sostanza gelatinosa prodotta direttamente dalle foglie, ottimo detergente naturale. Un’altra possibilità è offerta dal comunissimo amido di mais, noto anche come maizena, o amido di riso, da sciogliere in acqua tiepida insieme a una piccola quantità di sale integrale, utile per garantire alla pelle i sali minerali che si perdono con il bagnetto.

Anche l’avena secca è un rimedio naturale adatto per la pulizia del neonato, prodotto che come quelli sopra citati si può usare anche per detergere il cuoio capelluto, ma solo nel caso in cui il bambino abbia pochi capelli. In questo caso può andare bene un sapone alla calendula.

Una teoria molto diffusa negli ultimi anni, inoltre, consiglia di provvedere all’igiene del neonato utilizzando solo acqua almeno fino a tutto il primo mese di vita. In questo modo sembra che la pelle si mantenga in ottime condizioni e che sia meno soggetta a eruzioni cutanee e irritazioni da crosta lattea. È proprio nelle prime settimane che la pelle del piccolo sviluppa una barriera protettiva naturale.

Dal sito Bounty.com, inoltre, apprendiamo una serie di consigli per evitare di irritare o creare scompensi alla cute del neonato, prestando innanzitutto attenzione a lavarsi accuratamente le mani prima di provvedere al bagnetto, al cambio del pannolino o a massaggio neonatale.

Anche l’uso di salviette detergenti è da limitare, soprattutto fino a quando l’ombelico del bambino non si sarà rimarginato. Se si decide di usare un prodotto non naturale, è sempre meglio leggere l’etichetta informativa per valutare tutti i componenti, evitando di usare un sapone che abbia coloranti, profumi o solfati.

Grande attenzione deve riguardare anche il lavaggio dei vestiti del neonato, che potrebbero assorbire alcuni agenti contenuti nei detersivi potenzialmente dannosi al contatto con la pelle. Un carico di bucato eccessivo, ad esempio, potrebbe far si che alcune particelle del detersivo si depositino sugli abiti.

Usando pannolini usa e getta, inoltre, il rischio di reazioni cutanee e irritazioni è parzialmente scongiurato, sebbene quelli lavabili garantiscano un maggiore rispetto dell’ambiente. È sempre meglio spalmare una piccola quantità di crema protettiva dopo ogni cambio, in modo tale da prevenire la dermatite da pannolino.

Per idratare la pelle dopo il bagno, infine, si può usare un olio vegetale come quello di mandorle dolci, utile anche per prevenire ragadi e screpolature nel seno della mamma che allatta. Per il piccolo bastano poche gocce scaldate strofinando i palmi delle mani, da applicare sulla pelle con leggeri massaggi.