Un fatto particolare quello che si è verificato a Genova: accusato come uomo e condannato come donna. Tre anni fa, nel signorile corso Torino di Genova, un uomo ai tempi 43enne era stato scoperto in seguito a un’indagine condotta dalla polizia, a gestire una casa di appuntamenti. A ricevere gli ospiti vi erano 3 ragazze straniere e giovanissime che offrivano prestazioni sessuali in cambio di denaro.

Nei tre anni successivi l’uomo, non si sa se ancora attivo in questi “lavori”, ha deciso di cambiare qualcosa di sé: è diventato una donna. Ieri è stata emanata la sentenza finale del processo in corso e il giudice Nicoletta Cardino si è trovata a condannare una persona totalmente diversa da quella che aveva visto in passato.

Una donna svizzera, genovese d’adozione, con un nuovo nome, alta con un fisico slanciato e chioma bionda si è presentata in tribunale.

Nonostante lo stupore del giudice, la legge è uguale per tutti e la svizzera è stata così condannata come neonata “maitresse” a un anno e quattro mesi di reclusione per induzione e sfruttamento della prostituzione.

Un caso che viene alla luce per la particolarità della situazione, ma nella realtà le persone che cambiano sesso sono ogni giorno di più. Problemi psicologici, problemi fisici o semplicemente istinto e sentimento sono le cause che portano al cambiamento, e ognuno dovrebbe essere libero di scegliere cosa fare della propria vita senza essere giudicato o discriminato. Purtroppo, però, per indicare queste persone in molti casi viene utilizzata la violenza, morale o fisica, che non fa certo di noi dei soggetti ammirevoli.