L’Imu, è risaputo, deve essere pagata per qualunque immobile, comprese l’abitazione principale e le pertinenze della stessa, ma la stangata più forte è quella per la seconda casa.

L’Imu viene calcolata sulla base imponibile, ovvero sul risultato della rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per i moltiplicatori previsti dalla norma (può essere per 160, per 140, per 80, ecc). Sulla base imponibile viene calcolata l’aliquota di base dell’imposta dello 0,76%, che è la percentuale da pagare sulla seconda casa, mentre sull’abitazione principale l’aliquota è ridotta allo 0,40%.

L’Imu si paga in proporzione ai mesi dell’anno nei quali si è verificato il possesso, pertanto il mese durante il quale il possesso è durato almeno quindici giorni è computato per intero. La tassa si paga ogni anno, in quanto ciascuno degli anni solari corrisponde ad un’autonomo obbligo tributario. Il contribuente, pertanto, deve calcolare l’Imu da pagare tenendo conto dei mesi o, in alcuni casi, dei giorni di possesso dell’immobile.

Nel caso in cui la seconda casa sia posseduta al 100% per un anno intero, non c’è differenza tra Imu lorda e Imu netta in quanto per le abitazioni seconda casa non c’è la detrazione di base pari 200 euro, come per l‘abitazione principale, né le detrazioni Imu per figli a carico, pari a 50 euro per figlio di età non superiore a 26 anni.

Per quanto riguarda i tempi di versamento a carico del contribuente, i soggetti passivi effettuano il versamento dell’imposta dovuta al comune per l’anno in corso in due rate di pari importo, che hanno due scadenze: la prima il 16 giugno (purtroppo scaduta al momento della stesura di questa informazione) e la seconda il 16 dicembre. Il versamento dell’IMU si effettua tramite il modello F24, che è il modello di versamento unitario.

Il versamento dell’imposta deve essere eseguito cumulativamente per tutti gli immobili posseduti in Italia, anche se ubicati sul territorio di più comuni, e dev’essere in euro, per un importo pari all’imposta dovuta.

NOTA

Il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, per eccesso se superiore a 49 centesimi. L’arrotondamento per difetto va effettuato anche nel caso in cui la frazione sia uguale a 49 centesimi. Si ricorda che a ciascuna tipologia di immobile è associato un diverso codice tributo, quindi l’arrotondamento all’unità deve essere effettuato per ciascun rigo del modello F-24 utilizzato.