Si parla tanto di ascolti record, di share alle stelle, di televisione di qualità, eppure spunta ciclicamente un eccellente contrariato dalla televisione di oggi.

La grande delusa di turno è Lina Wertmuller, regista romana che ha posto la firma, fra gli altri, a quel “Pasqualino Settebellezze” candidato a ben due statuette dell’Oscar nel 1977, e a tante collaborazioni con un attore del calibro di Giancarlo Giannini.

La regista, figlia d’altri tempi, vede la televisione odierna come uno sviamento da quello che dovrebbe esserne il vero scopo. Intervistata dall’agenzia di stampa Adnkronos in merito all’uscita del libro “I chiari di Lina”, la Wertmuller non le manda a dire al mondo televisivo ormai privo della propria serietà:

All’inizio la televisione è stata un regalo perché ti portava il cinema a casa ma quella di oggi finisce per essere solo culetti e giochetti.

La regista spiega, inoltre, come il fine della TV sia ben altro dalla mera rappresentazione della volgarità:

Io guardo anche quattro, cinque film di seguito, e lo posso fare perché ho la televisione a casa. Certo, forse si guarda un po’ troppo e si legge un po’ poco, però l’avvento del cinema dentro casa è importante, perché tutti, soprattutto i ragazzi, la guardano. Quindi è una forma se non di educazione di cultura, di conoscenza del paese. È un peccato che la televisione sia solo culetti e giochetti. Carini, per carità, ma sarebbe meglio fare più film, più fiction.

Secondo la Wetmuller, questa politica della televisione risulta vantaggiosa, visti i costi bassi e l’alto guadagno nel fare trasmissioni di questo livello:

Bisogna riconoscere che i giochetti costano meno. Se invece degli attori, che costano, prendiamo la gente della strada che non vede l’ora di andare in televisione, è ovvio che le reti televisive risparmiano. Perciò fanno questa scelta.

Infine un consiglio dalla cineasta, per migliorare la situazione della televisione:

Io onestamente, dopo 35 film, consiglierei di pensarci molto bene. Sarebbe meglio fare l’altra scelta: quella di raccontare le storie.