Donne e tecnologie informatiche: un rapporto che andrebbe coltivato. Così afferma lo studio promosso dalla Commissione regionale veneta delle pari opportunità, che insieme alla Cà Foscari ha stabilito un gap di genere tra studenti e studentesse che va assolutamente colmato. Il pregiudizio dei genitori verso queste professioni ritenute da uomini rischia di vietare una carriera promettente alle ragazze.

Basti pensare che solo il 15 per cento delle ragazze (144 sui 926 iscritti ai corsi di ITC nelle università del veneto) studia informatica, ma poi l’80 per cento di loro, una volta laureate, trova lavoro entro un anno. E nei successivi tre anni anche le altre. Statistiche che confermano quanto già affermato a livello europeo, dove si spinge molto per portare l’Information Tecnology a disposizione delle donne.

Poco interessate quando invece dovrebbero esserlo, insomma. Tanto che si è scoperto che le professioni tecnologiche come analista programmatrice, Web developer, progettista di rete, garantiscono un salario superiore anche a quello dei colleghi uomini. Una vera rarità.

Purtroppo verso la formazione tecnologica permangono le ritrosie, i luoghi comuni, che vedono le ragazze meglio disposte alle materie letterarie, ma non è così, come spiega Simonetta Tregnago, a capo della commissione pari opportunità:

«Le ragazze che si trovano ad affrontare una scelta così rilevante per il proprio futuro come quella universitaria andrebbero incoraggiate a iscriversi a aree scientifiche e informatiche. Le tecnologie e il mondo del Web racchiudono un forte potenziale di trasformazione in termini di occupazione per le donne. Tra gli obiettivi anche quello di stimolare un dibattito tecnico e culturale per superare i pregiudizi che considerano il settore delle ICT prettamente maschile.»

Fonte: Corriere delle Alpi