“Le tue azioni parlano così forte che non riesco a sentire quello che dici” scriveva il filosofo americano Ralph Waldo Emerson: la comunicazione non verbale affidata al  linguaggio del corpo rivela i nostri pensieri e le nostre reazioni più di quanto possiamo credere; postura, gesti, movimenti, espressioni e mimica sono quindi un’arma potentissima non solo per capire chi ci sta di fronte, ma anche per rafforzare il significato delle nostre affermazioni o sentirci più sicuri in situazioni importanti come un colloquio di lavoro o un appuntamento galante cui teniamo particolarmente. Come capire, invece, se chi ci sta di fronte è sincero o ci sta mentendo?

Pinocchio! Paul Ekman, lo psicologo statunitense pioniere nello studio della mimica facciale,  nel suo libro I volti della Menzogna, afferma che esistono tre indici del fatto che il nostro interlocutore ci sta mentendo: le sue espressioni devono essere infatti asimmetriche, più lunghe del normale, non in sincrono con le parole che le accompagnano. Infatti, se gli stessi movimenti muscolari compaiono nelle due parti del viso con una intensità leggermente diversa, una espressione fortemente asimmetrica sarebbe artefatta e quindi falsa. Le espressioni sincere sono molto brevi (si parla di 1/10 di secondo): se quelle di chi vi sta di fronte vi sembrano troppo lunghe, probabilmente sta mentendo e tenta di simulare una falsa emozione. Infine, se l’atteggiamento di chi parla è naturale, gesti e parole saranno coordinate; se, invece, notate una sfasatura e i gesti vengono prima o dopo la persona non è così arrabbiata o al contrario affettuosa come vorrebbe farsi credere.

A me gli occhi! Il vostro interlocutore vi fissa? Bene: uno sguardo prolungato sarebbe una manifestazione di interesse; pupille dilatate e palpebre ripetutamente sbattute indicherebbero, invece, che avete fatto colpo.  Al contrario, se lo sguardo della persona con cui state parlando girovaga non abbiate dubbi: lo state annoiando. Osservando la direzione dello sguardo del nostro interlocutore possiamo comprendere quale funzione del cervello sta attivando e che tipo di stimolo sta elaborando. Mentre risponde alla vostra domanda la persona con cui state parlando guarda a destra? Sta ricorrendo all’immaginazione. Se invece il suo sguardo si rivolge a sinistra, sta effettivamente cercando di ricordare. Nei mancini questo schema tende a invertirsi.

Nervosetti? I piedi si muovono, le ginocchia vanno su e giù, il gesticolare si fa sempre più convulso: tutti questi segnali indicano che il vostro interlocutore è fortemente a disagio e probabilmente ha qualcosa da nascondere.

E la voce? La voce è certamente l’elemento più facile da decrittare: chi incomincia improvvisamente a parlare rapidamente sta probabilmente cercando di dare più credibilità a quello che dice e forse sta mentendo, come anche chi, al contrario, fa pause frequenti con incerti “ehm” o “uhm” perché probabilmente preso alla sprovvista da una domanda inaspettata. Allo stesso modo, un improvviso cambio del tono della voce che diventa acuta, squillante indica che l’argomento trattato si è fatto particolarmente spinoso.

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