Nel lavoro saper dosare bene il linguaggio del corpo è fondamentale. Si possono assumere posizioni che servono ad acquistare più sicurezza, mentre in altri casi optare per pose più comode che aiutano a tenere lontano lo stress, come portare le mani dietro la testa e sistemare i piedi appoggiati su una scrivania, ovviamente avendo cura di non essere viste dal capoufficio. Una persona che mostra calma e sicurezza, in ogni caso, mette a proprio agio anche gli altri.

Inoltre, nel lavoro come nella vita in generale, esiste un particolare linguaggio del corpo che serve per esprimere il proprio interessamento in merito al discorso intrapreso dall’interlocutore. Quindi, no al multi-tasking – ossia il dedicarsi a più azioni in contemporanea – e via libera a gesti di altro tipo, quali: girare la testa e il busto in direzione dell’interlocutore, stabilire un contatto visivo, protendere il busto in avanti e annuire. Se veramente si ha interesse per il discorso intrapreso, tutte queste azioni verranno in automatico, senza pensarci.

Sempre inconsciamente si tende a imitare la postura del collega durante la conversazione; questo dimostra interesse e condivisione di idee. Altro gesto di successo è quello di eliminare ogni forma di barriera tra voi e gli altri; questo discorso si applica in ogni momento della giornata lavorativa. Si faccia attenzione alla posa assunta durante la pausa caffè. Un bicchiere tenuto all’altezza del proprio petto pone una barriera con un unico significato: mantenere una certa distanza. Al contrario, tenere il bicchiere più basso esprime cordialità e propensione all’ascolto.

Altro piccolo gesto, tanto importante quanto significativo, è quello di stringere la mano o toccare il braccio o la spalla del collega di lavoro quando ci si incontra. Così facendo si alza il grado di simpatia che si prova e, soprattutto, lo stringere la mano aiuta la memoria nel ricordare l’altra persona. I gesti compiuti con le mani hanno un legame indissolubile con le parole pronunciate. Si pensi a una conversazione o intervento durante una riunione di lavoro; i gesti compiuti aiutano a far comprendere meglio ciò che si sta dicendo ma, soprattutto, migliorano la ricerca e il conseguente uso di parole più idonee al contesto.

In una conversazione anche quando si è attenti a controllare il proprio corpo, solitamente ci si concentra sugli arti superiori trascurando quelli inferiori. Se si vuol scoprire lo stato d’animo del collega si deve far attenzione alla parte inferiore del suo corpo. Sono proprio gambe e piedi a parlare per noi esprimendo la verità; tralasciando eventuali vizi o tic, quando si è nervosi si tende ad agitare i piedi. E quante volte è stata ribadita l’importanza di un sorriso? Sorridere fa bene e direttamente influenza positivamente; se si fa attenzione, ogniqualvolta si sorride l’altro, a sua volta, risponde sorridendo.

Il tono della voce è l’altro aspetto da non sottovalutare; il più giusto è quello più basso. Ѐ anche vero che tutto dipende dal tipo di frase pronunciata; ad esempio, quando si esprime il proprio parere il tono aumenta fino a metà frase per poi scendere gradualmente. Ultimo consiglio sul linguaggio del corpo da usare in ambito lavorativo riguarda la postura assunta nell’ascolto. Evitare di incrociare braccia e gambe perché questo è un atteggiamento di difesa e non di apertura e molto spesso induce a non ricordare quello che si è ascoltato.

Se ci si trova di fronte a una platea che dà segni di questo tipo, il consiglio è quello di fare pause che possano permettere di far cambiare posizione oppure attirare l’attenzione con battute scherzose e con stratagemmi che permettano di stabilire un contatto. Tutti questi consigli servono per colpire positivamente colleghi e datore di lavoro; tutto ciò avrà delle conseguenze positive sulla carriera.

Fonte: Forbes