Carla Bruni, la Première Dame francese, è stata definita dal blog Iraniano Inn e dal giornale estremista Kayhan come “immorale” e “prostituta”.

Il pesante affondo nei suoi confronti, da parte dell’informazione Iraniana, è la conseguenza della giusta presa di posizione in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna 43enne condannata alla lapidazione per adulterio.

Il giornale iraniano ha definito l’ex modella come

la cantante e attrice depravata che ha complottato per rompere la famiglia di Sarkozy e poter sposare il presidente.

Stesso tipo di commento ha ricevuto l’attrice francese Isabelle Adjani, anch’essa impegnata per salvare Sakineh dalla lapidazione.

Intanto, come illustrato in precedenza, l’opinione pubblica si è unita compatta in difesa della donna Iraniana, molte le iniziative nate spontaneamente per manifestare in piazza in sua difesa.

L’Italia farà sentire la sua voce il 2 settembre, mentre continua sul sito di Repubblica l’appello per annullare la sentenza di condanna a morte.

Dalle stesse pagine, Roberto Saviano ha scritto una lettera, dalle parole toccanti in sostegno di Sakineh:

Lapidarla significherebbe lanciare un sasso contro ogni donna. Può sembrare retorico, scontato, persino falso, perché in fondo le donne da altre parti del mondo vivono come vogliono e forse nemmeno sanno chi è lei.

Ma poiché queste sono parole è compito nostro trasformarle in sassi, colpendo chi l’ha condannata. In modo da riuscire a essere in molti – e determinanti – nel dire, nel pretendere: “Nessuno levi la mano contro Sakineh”.