Ebrei nel mirino dell’antisemitismo. Spuntano delle nuove liste sul Web, sul sito razzista e antisemita Holy War: stavolta vengono presi di mira docenti universitari titolari di cattedra in ben 26 facoltà italiane, accusate, secondo i curatori del sito di essere collaboratori con i servizi segreti israeliani, e quindi persone da considerare pericolose. La piaga del razzismo prolifera anche senza fili.

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Continua così la fuoriuscita di dati sensibili in Rete, relativa agli ebrei italiani, l’antisemitismo è una realtà vera: l’ebreo per coloro che collaborano con questo tipo di siti è qualcuno da combattere e annientare, ridurre al silenzio, umiliare, proprio come avvenne nel terribile pensiero di Adolf Hitler, il dittatore che compì nel ‘900 lo sterminio organizzato degli ebrei con la Shoah. Avviene anche sul sito Stormfront, che come Holy War, è stato ed è in corso di indagine da parte della Digos.

Non si tratta di un solo elenco: esistono sul sito liste di cognomi ebrei diffusi in Italia, oltre che di personalità legate al mondo dell’economia, della politica, della giustizia, della cultura e dello spettacolo, “accusate” di propaganda ebrea.

Stavolta invece è toccato ai docenti delle università di Roma, Trieste, Torino, Udine, Venezia, Milano, Pavia, Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Genova, Firenze, Pisa, Perugia, Urbino, Macerata, Napoli, Chieti, Cassino, Lecce, Bari, in Calabria e a Palermo, e due insegnanti hanno anche la cattedra in Inghilterra e Germania.

Si tratta di una vera e propria caccia, e il tutto va regolamentato, come sostiene il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici:

«C’è oramai bisogno di una legge, a livello internazionale, per bloccare anche sul Web l’incitamento all’odio xenofobo, al razzismo e all’antisemitismo, così come avviene per la pedopornografia.»

Fonte: Il Messaggero.