Festival del Cinema di Berlino: per questa edizione dell’evento, previsto da oggi al 19 febbraio, l’Italia parteciperà con un solo film in concorso e con due lavori cinematografici presentati alla platea di spettatori. Si tratta di “Cesare deve morire”, firmato dai fratelli Taviani, il docufilm “Diaz” di Daniele Vicari e “The Summit” di Massimo Lauria e Franco Fracassi, presentato per la sezione “Panorama Dokumente”.

Galleria di immagini: Cesare deve morire

I fratelli Taviani, con il loro “Cesare deve morire”, hanno portato in gara al Festival del Cinema di Berlino un film girato nel carcere di Rebibbia nella sezione di massima sicurezza. I protagonisti e attori del film sono i detenuti in cella che, tra atmosfere shakespeariane indotte dal susseguirsi di scene a colori e in bianco e nero, proveranno a far rivivere il loro dramma allo spettatore.

Il progetto dei fratelli Taviani è nato sulla falsa riga di alcuni spettacoli come “La tempesta” di Fabio Cavalli e “Giulio Cesare” realizzato proprio a Rebibbia:

«Abbiamo cercato di mettere a confronto l’oscurità della loro esistenza di condannati con la forza poetica delle emozioni che Shakespeare suscita, l’amicizia e il tradimento, l’assassinio e il tormento delle scelte difficili, il prezzo del potere e della verità. Entrare nel profondo di un’opera come questa significa guardare dentro se stessi: soprattutto quando si lasciano le tavole di un palcoscenico per tornare a chiudersi dentro le pareti di una cella.»

Il film documentario “Diaz”, con Elio Germano, Alessandro Roja e Claudio Santamaria, è ambientato nell’atmosfera del G8 2001 di Genova, precisamente nella notte del 21 luglio 2001 alla scuola Diaz, dove 300 poliziotti si lanciarono nell’edificio contro 93 manifestanti. A detta del produttore Domenico Procacci, il documentario non aggiungerà nulla di più alle informazioni rilevate dagli atti ufficiali del processo.

Fonte: ANSA