Esistono 3 modi per crescere su Twitter:

-Scrivere, magari distinguendosi con un proprio stile. L’effetto fotocopia è sempre in agguato, ci sono termini che entrati nel linguaggio comune dell’utente tipo lo identificano. Sì, lo identificano come un deficiente. Di seguito alcuni esempi del vocabolario twittero: “Il twitter”, “Lollone”, “laggente”, “Ciaone”. Una roba così tremenda che se lo sapesse vostra madre vi abortirebbe oggi stesso.

-Comprare i follower. (Ma siete matti? Spendeteli in cornetti alla crema piuttosto!) Non ve lo consiglio perché basterà scorrere la vostra lista per vedere account indonesiani, cinesi, americani e con la stessa bio.  Inoltre sarete condannati a mesi di dileggio.

-Attaccare briga.

Oggi esaminerò la terza tipologia.

Si tratta del metodo meno faticoso, ma richiede molto tempo libero, quindi spero che voi siate disoccupati per poterlo attuare.

Elementi necessari: 1) un team collaudato di amici che ti spalleggino qualsiasi cosa tu scriva (200 punti fragola); 2) una vittima sacrificale possibilmente in vista sul social, meglio se Twitstar (500 punti fragola); 3) l’anonimato (50 punti fragola).

Fatto? Una volta raccolti gli ingredienti annullate qualsiasi impegno e sedetevi. State per salvare il mondo dalla corruzione e dal progressivo peggioramento della razza umana in un click, capisco che la responsabilità è tanta, ma dovete assolutamente prendere in mano le redini del decadentismo in cui l’umanità versa.

Adesso trovate un appiglio, anche il più stupido e lanciate l’invettiva.

N.B.: menzione alla fine, altrimenti non potranno leggere tutti e gli spalleggiatori non potranno arrivare.

Attendere.

Attendere.

Attendere.

Arrivano i primi curiosi, nel frattempo dall’altra parte tutto tace, ma chi se ne frega, gli amici che ti danno ragione sono già lì a darti manforte con stelline e RT. Lo scenario è eccitante come un combattimento tra galli, in cerchio gli occhi di tanti arrivano curiosi. Ed è qui il bello. Litigare su Twitter conviene, attira l’attenzione, ti si riempie la TL di menzioni, per un paio d’ore sei l’argomento principe, interessa sia uomini che donne. Devi solo sperare che dall’altra parte ci sia uno abbastanza litigioso da infiammarsi e che non risponda con garbo e gentilezza, altrimenti l’adrenalina cala.

Ma intanto meglio esagerare, che stavolta si resta nella Storia eh! Già vedo i titoli dei giornali, no, non italiani, penso in grande: Cnn, BBC, Abc, Al Jaazeera.. “Best catfight ever on italian Twitter, what a mess guys!” “Catfight will save the world!”.

E poi si creano gli agglomerati satellite:

-i pop cornari, quelli che assistono divertiti ricoperti da una tuta in plastica per eventuali schizzi di sangue.

-gli stellinatori, cagasotto che pensano la stessa cosa di uno o dell’altra fazione ma non vogliono esporsi.

-i senza menzione, un gradino sotto i cagasotto e l’essere umano standard.

-i bookmakers, accettano scommesse clandestine.

-l’aspirante pubblico di Uomini & Donne, si inseriscono con lunghissime esposizioni (li immagino ad applaudire davanti allo smartphone “Brava Maria! Brava!”).

Alla fine del match posso dirvi che io, che stavo dall’altra parte ed ho accettato la critica con tranquillità, ho ricevuto: n° 600 interazioni, +50 followers, esplosione della casella della posta privata, WhatsApp in fiamme.

E senza aver scritto un tweet, semplicemente per essermi trovata in mezzo al combattimento. Adesso pensate a chi lo fa con una certa frequenza. Siete sicuri che si presti per portare avanti un ideale e non per attirare l’attenzione sul proprio account?

Perché su Twitter la cosa peggiore non è la critica, ma l’indifferenza.

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photo credit: privatenobby via photopin cc