Kinky VS Vanilla. Sembrano i nomi di due Pokemon pronti ad evolversi, e invece sono due modi di fare l’amore opposte tra loro: la trasgressione, la perversione, il feticismo, contro il sesso “basico” proprio come la vaniglia, gusto base dei gelati.

Indovinate quale piace di più alle italiane? Dopo il successo di libri come la famosa e tanto chiacchierata trilogia delle 50 sfumature la risposta è abbastanza scontata: siamo tutte (o quasi) aspiranti Anastasie alla ricerca di un dominatore da soddisfare o, al contrario, pretenziose mistress da assecondare. Magari il 50% di noi non avrà mai il coraggio di indossare la tutina in latex stile Catwoman, ma la fantasia di provare qualcosa di “alternativo” è chiusa in un cassetto del vostro comodino e può assumere tante forme.

Una rivoluzione sessuale? Forse. Le donne-kinky rivelano di essere delle amanti delle pratiche alternative: adorano l’auto-erotismo, prediligono il sesso anale, usano i vibratori e sono delle habitué dei sexy shop. Alla continua ricerca di novità (in gergo medico novelty-seeking), proveranno forse orgasmi divini, ma non correranno un po’ troppi rischi? Tralasciando l’ampia probabilità di inciampare in un pervertito o di non riuscire a tenere sotto controllo determinate situazioni, non incorreranno troppo spesso nel rischio di inibire il maschio privandosi di potenziali esperienze sentimentali piuttosto che essere etichettate come “cattive ragazze” a vita?

Non che le donne-vanilla abbiano meno di cui preoccuparsi: prediligono il sesso classico, uomo sopra e coccole post-amplesso, bellissimo la prima volta, coinvolgente la seconda, passabile la terza, ma con la quarta potrebbe subentrare l’abitudine, amica stretta della noia, madre del tradimento.

Come spesso accade, anche se gli eccessi possono risultare affascinanti, la virtù è nel mezzo: sì al sesso senza tabù, condizionamenti ed inibizioni, no alla ridicola ricerca spasmodica dell’estremo.

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