Il mercato dell’affitto va registrando un certo dinamismo per la crescita dell’offerta e della domanda di casa in locazione.

Il leit motiv che pilota oggi tutte le scelte: la difficoltà di acquistare la casa per la difficoltà di accesso al mutuo e la scarsa disponibilità di denaro da parte di chi desidera acquistare un appartamento, cui si aggiunge la precarietà del lavoro. Perciò, non potendo acquistare, si opta necessariamente per l’affitto. E la domanda aumenta.

Una situazione dalla quale scaturisce la difficoltà dei proprietari a vendere. È una reazione a catena, purtroppo: molti proprietari cercano di vendere per non sostenere la pesante fiscalità che grava sulla casa, ma non potendo vendere immettono gli immobili sul mercato della locazione. E così aumenta l’offerta di immobili in locazione.

Sta di fatto, comunque, che l’introduzione dell’Imu ha sovvertito le regole del mercato immobiliare. Molti i proprietari di immobili che, pur avendo bisogno di liquidità e non potendo vendere, hanno preferito concedere in locazione per evitare la nuova tassazione per gli immobili sfitti e non utilizzati.

L’effetto dell’Imu si fa sentire, quindi, sul mercato della compravendita, ma anche sul mercato della locazione. È l’alternativa valida in questa fase di stasi del mercato immobiliare: la congiuntura immobiliare e la pressione fiscale in crescita costringono i proprietari a mettere a reddito l’immobile. Di conseguenza, si registra un aumento delle case in offerta sul mercato degli affitti e un calo dei canoni, per l’ovvia erosione del potere d’acquisto delle famiglie, che riduce i margini di aumento del canone, che altrimenti l’inquilino non potrebbe sostenere.

L’ampia offerta di case in affitto deriva anche da un altro fattore: negli anni scorsi si sono registrati molti acquisti di appartamenti che ora vengono messi in affitto, in quanto l’Imu colpisce i rendimenti e molti proprietari preferiscono non aumentare i canoni e non speculare in un momento difficile.

Come abbiamo precisato, l’opzione per l’affitto vale anche per la domanda. La stretta creditizia e la mobilità e flessibilità sul mercato del lavoro riducono la possibilità di contrarre un mutuo. E inoltre la quota d’acquisto finanziata dalle banche rispetto al valore dell’immobile da comprare (loan to value) non supera il 50-60 per cento e l’insieme di questi fattori spinge molti a optare per l’affitto.