Il secondo giorno della settimana della moda londinese si è svolto all’insegna del rosso, e dei materiali tradizionali come il tweed e il tartan. In passerella le collezioni autunnali e invernali di Clements Ribeiro, Daks, Henry Holland, Issa e Betty Jackson.

Abiti dallo stile classico, con un tocco di regalità. Il secondo appuntamento con la London Fashion Week può essere riassunto con queste parole, tuttavia molte sorprese ha rivelato la tanto attesa sfilata di Danielle Scutt, di ritorno in passerella dopo un lungo periodo di assenza.

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La sua donna viene definita un mix tra glamour e trash, caratterizzata da accessori pesanti come gioielli in oro foggiati nelle forme più bizzarre e provenienti da ogni parte del mondo. Questa volta il leitmotiv è stato il tessuto a rete usato su calze, camice oversize e giacche.

Per quanto riguarda Daks, la collezione disegnata da Filippo Scuffi ha segnato un revival verso gli anni ’60 e ’70, evidente soprattutto nei cappotti, nelle mantelle e nelle ampie gonne a campana strette in vita. Betty Jackson, invece, ha presentato una collezione incentrata sui toni scarlatti, con chiffon, lana e un tessuto inedito composto da un mix tra alpaca e angora.

Grande attenzione anche per la linea di Issa London, griffe della brasiliana Daniella Helayel che ha riproposto capi semplici ma mai scontati, arricchiti con stampe con disegni di piume di fagiano, conchiglie e animali che troviamo applicate su mini abiti di jersey. Per la sera, invece, maxi abiti monocromo molto drappeggiati in vita e sui lati.

Clements Ribeiro mantiene le sue forme semplici, alle quali aggiunge ricchezza attraverso la scelta dei tessuti e le stampe, puntando molto sul nero in tutte le sue varianti. Jonathan Saunders si è invece ispirato alle foto di Paul Outerbridge e alla donna anni ’30, femminile ed eterea, con ai piedi le ultime creazioni di Christian Louboutin.