London Fashion Week: Vivienne Westwood apre la sfilata della sua linea Red Label omaggiando i 60 anni di regno della Regina Elisabetta II. Una modella cavalca la passerella indossando un elegante trench beige e un foulard delicato, che le protegge la capigliatura: lo stile tanto amato da Her Majesty, durante i momenti di relax e le passeggiate nelle sue tenute del Regno Unito. Una chiara dichiarazione di amore e stima per il look della Regina, quale emblema di stile e classe. La stilista sottolinea questa necessità, dichiarandosi nauseata dalla cultura fast fashion che sta imperversando e impoverendo la moda UK.

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Vivienne Weestwood, è per antonomasia la Regina dello stile attraverso le decadi e le culture. Marchio di fabbrica di una moda eclettica ma sempre accattivante, affascinante e poliedrica dalla quale traspare una cultura elegante e innovativa. Non stupisce quindi il suo j’accuse contro un’eleganza povera di carattere, qualitativamente scadente, sottolineata da un mordi e fuggi insipido.

La collezione Vivienne Westwood Red Label presentata alle sfilate della London Fashion Week si può racchiudere nel termine “British”: accantonato per un attimo il look estremo, rebel punk che l’ha sempre definita, ora la stilista punta a un mood più morbido, comodo, ironico e con un pizzico di originalità. È una moda soffice, quasi collegiale, dove non può mancare il tartan tanto amato dall’eccentrica fashion designer. Camicie, cardigan raffinati, abiti delicati dalla linea comoda ma femminile, calze al polpaccio e gonne svasate. Completi giacca e pantalone di chiara matrice maschile, vengono ammorbiditi da dettagli femminili come una calza trasparente, una camicetta bon ton e dettagli delicati. Colori sobri, quali lilla, viola, grigio, spezzati da tocchi di giallo, nero e rosso, rendono il look Red Label sicuro, attuale, ma mai scontato. A completare il tutto tatuaggi e decalcomanie in puro stile tribal look, da sfoggiare sulla pelle del collo e delle gambe.

Come sostiene la stessa Vivienne Westwood la sua è una moda che si rivolge alla donna contemporanea, capace di combinare morbidezze, classe e audacia. Che sappia scegliere abiti e accessori in modo oculato, magari acquistando meno ma meglio: non deve essere una donna figlia della globalizzazione, quindi uguale a tutte le altre, ma unica nel suo genere.

“Non ho mai visto la gente vestirsi così male, come oggi. Parlo di questa mania per il consumismo eccessivo, questa m***a usa e getta. Comprare meno, ma scegliendo bene è la soluzione, per non sembrare tutti cloni gli uni degli altri. Non basta mangiare da McDonlad per placare la fame, bisogna saper scegliere e meglio. Magari un’insalata ricca, un piatto diverso. Questa è la moda: qualcosa di meglio!”

Fonte: Ansa; Ecouterre