Il quarto giorno dell’evento che vede sfilare in passerella le creazioni di stilisti internazionali è stato all’insegna delle polemiche. Ad una delle sfilate della London Fashion Week, infatti, c’era seduta in prima fila Samantha Cameron, moglie del Primo Ministro inglese nonché grande appassionata di moda. Lo scorso venerdì la First Lady inglese aveva inaugurato l’evento in qualità di ambasciatore della manifestazione londinese e si era detta orgogliosa di potervi partecipare visto il suo grande amore per il mondo della moda.

Durante la sfilata del marchio di lusso Erdem, il suo volto è apparso deluso e sbigottito di fronte alla passerella delle giovanissime modelle che indossavano gli abiti. Corpi scheletrici, sottili e pallidi andavano su e giù sfoggiando le eleganti creazioni del marchio indossato in diverse occasioni anche da Lea Michele di “Glee” e da Anna Wintour di Vogue US.

Galleria di immagini: Modelle scheletriche a London Fashion Week

“Alcune delle donne a malapena riempivano gli abiti lunghi fino al pavimento che avrebbero dovuto mettere in mostra.”

La lotta ai disturbi alimentari, di cui la Cameron è un’attenta sostenitrice, non è bastata affinché la scelta delle modelle si allontanasse dalla cosiddetta “taglia zero” e la 39enne non è riuscita a dire altro se non che era profondamente delusa e preoccupata per il messaggio che arriverà ai giovani. La stessa opinione è stata condivisa anche da Susan Ringwood, capo esecutivo dell’associazione Beat per la lotta ai disordini alimentari:

“Stiamo facendo un passo indietro, ed è una vergogna. Avevamo sperato che la tendenza fosse cambiata, ma questa è la deludente conferma che ciò non è avvenuto. I giovani sono particolarmente interessati alla moda e apprendono il modello che arriva da quel mondo. Se siamo tornati alle sfilate delle taglie zero in passerella, è una cosa deplorevole.”

Il discorso affrontato non è certo nuovo, soprattutto nel controverso mondo della moda, poiché i rischi a cui le modelle, e i giovani che decidono di seguirle, vanno incontro riguardano la loro salute psicofisica. Bassa autostima e poca fiducia in sé stessi, ossessione e percezione distorta del proprio corpo possono condurre a stati depressivi più o meno gravi e, di conseguenza, a disordini alimentari come l’anoressia e la bulimia.