L’Oréal Italia con la collaborazione della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, ha istituito nell’ottobre 2002 le Borse di Studio “L’Oréal Italia Per le donne e la scienza” per favorire il perfezionamento della formazione di giovani ricercatrici del nostro Paese.

Il 21 maggio, presso la sala di rappresentanza dell’Università degli Studi di Milano, si è tenuta la cerimonia di premiazione della decima edizione del premio “L’Oréal Italia per le donne e la scienza”. In particolare il premio prevede il conferimento di cinque borse di studio del valore di 15.000 euro a ricercatrici d’età inferiore ai 35 anni, residenti in Italia e laureate in discipline nell’area delle Scienze della Vita e della Materia.

Le cinque giovani scienziate selezionate dalla giuria scientifica presieduta dal Professor Umberto Veronesi sono Federica Franciosi (medico veterinario), Maria Giovanna Dainotti (astrofisica relativista), Elena Fortunati (ingegnere dei materiali), Monica Scognamiglio (biologa) e Valeria Manera (psicologa).

Durante la cerimonia sono intervenute personalità di spicco nel panorama politico e scientifico nazionale. In particolare hanno preso parte alla cerimonia Roberto Formigoni (presidente della Regione Lombardia); Amalia Sartori (Membro del Parlamento europeo); Giovanni Puglisi ( Presidente della commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO); Umberto Veronesi.

Da sottolineare anche la presenza di Barbara Stefanelli, Vicedirettrice del Corriere della Sera, che ha moderato una tavola rotonda sul tema “Il talento delle donne: motore per l’innovazione e la crescita?” da cui sono emerse alcune proposte concrete per sostenere la carriera dei migliori talenti rosa in ambito scientifico in sintonia con il pensiero di Giorgina Gallo, Presidente e amministratrice delegata l’Oreal Italia.

«In questi anni abbiamo potuto dare un reale aiuto a molte giovani talentuose scienziate nel perseguire la loro vocazione. Fondamentale è che la motivazione alla base del loro lavoro venga sostenuta e che il loro contributo venga valorizzato anche per dare l’esempio alle generazioni future.»

Ciò che però è emerso con prepotenza dal dibattito è che in Italia esiste ed è ancora ben radicata una discriminazione lavorativa nei confronti delle donne: spesso a parità di mansioni, la donna viene pagata meno di un uomo e ha meno possibilità di fare carriera. Lo spirito del premio è proprio quello di incentivare il talento femminile e di promuoverlo in tutte le sue forme e manifestazioni.

L’auspicio è che sia nella politica, nella scienza e in tutti i settori lavorativi, si possa concretizzare una reale parità tra donna e uomo e una maggior attenzione da parte dello Stato verso la ricerca scientifica che a oggi, purtroppo, senza l’intervento di enti privati, sarebbe ancora più deficitaria.