Chi non ricorda il clamoroso caso Bobbitt scoppiato nel 1993? Una storia che ha fatto discutere il mondo intero e che vede come protagonista una coppia che ha raggiunto la celebrità per via di un episodio unico nel suo genere: lei, Lorena Leonor Gallo, prese un coltello da cucina e tagliò il pene di suo marito, John Wayne Bobbitt.

Era la sera del 23 giugno 1993, quando la signora Bobbitt tagliò il pene del coniuge mentre dormiva nella loro casa di Manassas, in Virginia. Poi prese l’auto e lanciò la parte del corpo amputata fuori dal finestrino. Dopo accurate ricerche da parte della polizia, l’organo venne ritrovato e ricucito chirurgicamente. Secondo le prime dichiarazioni rilasciate dall’artefice dell’evirazione, Lorena avrebbe agito in modo così violento perché “John arriva all’orgasmo senza aspettarmi. È egoista”.

Lorena Bobbitt venne accusata di lesioni volontarie e il 10 gennaio di 20 anni fa venne processata. Ottenne l’assoluzione nel 1997 poiché aveva provato un impulso irresistibile a ferire suo marito e le venne imposto di passare 45 giorni in una clinica psichiatrica .

Al giorno d’oggi si parla spesso di femminicidio e sono tanti i casi in cui uomini, ex fidanzati, mariti e compagni compiono violenza, maltrattamenti e arrivando spesso all’omicidio delle proprie partner. A distanza di 20 anni questo caso resta sempre attuale e fa pensare a come le leggi sul maltrattamento delle donne siano davvero cambiate nel corso degli ultimi decenni, diventando più severe visto l’aumento allarmante dei casi che si verificano ogni anno in tutto il mondo. La Bobbitt 20 anni fa venne assolta perché, secondo la giuria, le violenze fisiche e psicologiche che aveva dovuto subite a causa marito l’avevano portata ad uno stato in cui non era più in grado di intendere e di volere. Tutto questo fa sorgere un dubbio: ai giorni nostri l’epilogo della storia sarebbe stato lo stesso?

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