Cosa provano le persone quando raggiungono il picco del piacere sessuale? Per gli uomini ancora non lo si sa con certezza, ma il cervello delle donne, poco dopo l’orgasmo, è stato mappato dagli studiosi dell’Università di Rutgers nel New Jersey. Il risultato principale di questi studi? Le donne attivano delle parti inusuali del cervello mentre fanno {#sesso}: in pratica, sono ben trenta le parti del cervello che si mettono in funzione, tra cui quelle della memoria, del tatto, della gioia, della soddisfazione. Un po’ come quando mangiamo un cibo o beviamo un drink che ci piace particolarmente e poi ci predisponiamo a ricordare l’odore, il sapore, la consistenza e soprattutto quello che abbiamo provato assaggiandolo.

A due minuti dall’orgasmo si attivano anche altre parti del cervello e l’ipotalamo manda stimoli sensoriali anche ad altre parti del corpo: è una cosa che si nota subito, perché la pelle è immediatamente più sensibile. E, comunque, questo è il modo in cui il piacere sessuale altera il nostro cervello facendoci provare sensazioni. Gli scienziati sono all’opera anche sul cervello dell’uomo, per capire come funzioni dopo l’eiaculazione. Di certo c’è che, per ora, gli ormoni rilasciati sia dall’uomo che dalla donna migliorano l’umore e conciliano il sonno, ancor più dei sonniferi chimici.

Ma la cosa più importante che si è scoperta in questo studio è che viene rilasciata l’ossitocina, un ormone che innalza il livello di empatia. È questo che porta le donne a innamorarsi: in fondo l’ossitocina viene rilasciata comunque, che sia la storia di una notte o l’uomo che si sposerà un giorno forse non troppo lontano. Gli uomini invece rilasciano dopamina: la dopamina è un ormone del piacere che non genera diretta empatia con il partner, e forse è anche per quello che molti uomini riescono anche ad addormentarsi durante le coccole oppure sono letteralmente drogati di sesso.

In ogni caso, è la biologia che rende le donne diverse dagli uomini. Qualche maschilista sarà portato a pensare che le donne si innamorano facilmente perché sono più deboli o tendono a fantasticare. Certo, non c’era bisogno della scienza per comprendere che si trattasse di leggende metropolitane in chiave antifemminista, ma adesso la prova c’è. Per cui le donne da oggi non devono sentirsi troppo “deboli” in un rapporto solo perché hanno perso la testa per un uomo che non le corrisponde e che, magari, le ha usate solo per scivolare tra le loro lenzuola: la colpa è dell’ossitocina.

In un altro studio statunitense però emerge una buona notizia: fare sesso mantiene giovane il cervello. A 35 anni, di solito, si perdono al giorno fino a 7.000 cellule cerebrali, ma facendo regolarmente sesso se ne perdono molte meno, perché anzi ne crescono di nuove. Parola degli studiosi di Princeton, che hanno notato come negli animali il sesso stimoli l’ippocampo, “proteggendoli” dalla vecchiaia. Potrebbe essere questa la ragione per cui gli anziani che sono ancora sessualmente attivi sconfiggono il fantasma della demenza senile. Merito dell’ossigenazione del sangue che scaturisce durante un rapporto sessuale.