Far combattere bambini di otto anni sul ring, con tanto di pubblico pagante che applaude e incita alla violenza. Non si tratta di una trovata pubblicitaria di pessimo gusto, ma di un’iniziativa reale che sta destando molte polemiche nel Regno Unito, e non solo.

In un club sportivo di Preston, nel Lancashire, questi incontri di lotta tra bambini sono ormai all’ordine del giorno, nonostante la pubblica condanna da parte del ministro della cultura e la diffusione di video che mostrano, nei dettagli, come avviene uno scontro.

Due round di cinque minuti ciascuno e assenza totale di protezioni. La dinamica degli incontri si svolge in questo modo, sebbene gli organizzatori assicurino che alla base vi sono regole precise da seguire, come il divieto di colpirsi con calci. Dall’atra parte della gabbia, oltre 250 spettatori e molti genitori che assistono al macabro spettacolo senza batter ciglio.

Le aspre critiche della British Medical Association non hanno tardato a farsi sentire, condannando questa pratica come antisportiva e assolutamente dannosa per la salute dei bambini. A difendere questa disciplina chiamata “Mixed Martial Arts”, è invece un lottatore di professione locale:

“I combattimenti iniziano all’età di cinque anni e si basano sulle arti marziali. I ragazzini sono preservati dai colpi ‘veri’ fino ai 14 – 15 anni e se hanno crisi emotive o piangono, l’assistente al corner interviene per interrompere il match.”

Niente di strano, apparentemente, ma solo uno sport basato sulle arti marziali che ormai viene praticato da anni senza che sia mai successo nulla di irreparabile. Ancora più sorprendente è il commento della proprietaria del club che organizza questi match, che parla in totale difesa degli incontri tra minori lanciando un interrogativo decisamente provocatorio.

“Non c’è niente di sbagliato: i bambini che vengono per combattere lo hanno già fatto altre volte. I loro genitori sono presenti. Preferireste vederli girare per strada con pistole e coltelli?”

Fonte: Ansa