Ancora una location spettacolare per la Louis Vuitton collezione Cruise 2018, che ha sfilato al Miho Museum a Kyoto. Prosegue così il viaggio di Nicolas Ghesquière tra i musei di tutto il mondo, dopo il Louvre, il Niterói a Rio de Janeiro, la villa di Bod e Dolores Hope progettata da John Lautner a Palm Springs, in California, per presentare i nuovi abiti della moda firmata Louis Vuitton, il suo direttore creativo ha scelto questa volta l’edificio progettato dall’architetto I. M. Pei nel 1997, a cui si deve anche la realizzazione del Grand Louvre di Parigi e delle sue piramidi.

Questo luogo mi ha ispirato fin da subito. Dopo il deserto e Palm Spring, l’oceano e Rio, volevo mostrare agli spettatori un nuovo paesaggio e invitar loro ad immergersi in un mare di verde.  Attraverso il museo Miho di I.M. Pei prosegue il viaggio tra le bellezze architettoniche con cui la Maison Louis Vuitton si identifica. In occasione della sfilata Cruise 2018 saremo, dunque, trasportati all’interno di una fitta rete nata dall’intreccio di meraviglie naturali e nuove visioni architettoniche“, ha spiegato Ghesquière, che stavolta si è davvero superato, facendo camminare le sue modelle lungo un tunnel e su un ponte sospeso fino alle porte del museo, regalando la sensazione di entrare in una dimensione diversa.

D’altronde, il viaggio e la scoperta di paesaggi e capolavori di arte e architettura sono intrinsecamente connessi con l’universo Louis Vuitton. Insomma, dopo l’antica Grecia di Karl Lagerfeld per Chanel, l’Osservatorio della Fondazione Prada per Miuccia Prada, la riserva indiana di Upper Las Virgenes Canyon a Calabasas, in California, per Dior, in attesa di Alessandro Michele che ha annunciato che la prossima sfilata di Gucci si svolgerà a Firenze, nelle sale della Galleria Palatina di Palazzo Pitti: le maison più blasonate proseguono nella ricerca dei luoghi più impensati per presentare le loro collezioni Cruise.

La Cruise disegnata da Ghesquière è fatta di pezzi belli e facilmente indossabili, che trovano in Kansai Yamamoto uno degli ispiratori: il designer – celeberrima la sua tuta indossata negli anni Settanta da David Bowie – era seduto in prima fila, vestito di un abito rosso elettrico, accanto a Michelle Williams, Jennifer Connelly, Sophie Turner e Isabelle Huppert. Si devono a lui le stampe di samurai che compaiono su minidress di paillettes e sulla borsa Speedy, il bauletto creato da Vuitton negli anni Trenta.

Galleria di immagini: Louis Vuitton collezione Cruise 2018, foto

Ci sono anche i samurai, il trucco kabuki, le stampe tradizionali dei pescatori e l’oscuro film giapponese “Stray Cat Rock” del 1970 a guidare le creazioni Louis Vuitton, fatte di stampe, tessuti e texture diverse, dalla pelle all’animalier, dal jacquard ai grafismi. Giacche dalle spalle arrotondate si alternano a modelli con le maniche corte, minigonne e camicie, preziosi cappotti dalle linee diritte. La vita è accentuata da cinture in pelle, leggins e gonne midi si esaltano, mentre gli abiti lunghi accolgono applicazioni metalliche e si fanno scultorei. Teatrali le maniche dei blazer oversize che adattano pattern rigati sopra bluse maschili. Ancora una volta l’animo rock dello stilista francese si combina e si esalta con l’allure tipicamente parigino: ecco allora stivali camperos, borse squadrate con tracolla a catena, biker e baseball cap in pelle nera.

Per concludere la giornata, il colosso del lusso ha prenotato 15 dei ristoranti più antichi e famosi della zona per i suoi ospiti e tre templi della città, tra cui il prestigioso tempio di Sennyu-ji, che non aveva mai aperto le sue porte a un evento privato, spesso meta dell’imperatore Akihito.