Dopo il successo ottenuto con In Un Mondo Migliore, premio Oscar e Golden Globe come miglior Film Straniero nel 2011, Susanne Bier torna sul grande schermo con Love is All You Need, commedia dal taglio romantico incentrata sul matrimonio e sui rapporti di coppia. La regista danese si concede la possibilità di giocare con temi dai toni decisamente più leggeri della precedente fatica, sfornando un prodotto che fa dell’amore il suo punto di forza.

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Protagonisti dell’ultima fatica della Bier sono Pierce Brosnan e Trine Dyrholm, il primo volto britannico di spicco del cinema internazionale e la seconda cantante e attrice danese che ha esordito nel 1998 in Festen – Festa di Famiglia di Thomas Vinterberg, oltre ad aver alle spalle già una collaborazione con la regista, grazie alla partecipazione alla precedente pellicola del 2010 In Un Mondo Migliore. Tra i comprimari invece, ecco i nomi di Kim Bodnia, Paprika Steen, Sebastian Jessen e Molly Egelind, questi ultimi due nel ruolo dei due futuri sposi che, con le loro nozze, riaccendono la scintilla dell’amore tra Brosnan e la Dyrholm.

Philip (Brosnan), vedovo inglese di mezza età che vive in Danimarca, si reca a Sorrento per assistere alle nozze del figlio Patrick (Jessen), con cui non è più in buoni rapporti dalla scomparsa della moglie e madre del ragazzo. Anche Ida (Dyrholm), parrucchiera danese appena uscita vincitrice dalla lotta contro il cancro al seno e dopo la rottura con il marito fedifrago dopo ben 25 anni di nozze, è in città per lo stesso motivo in quanto genitrice della giovane sposa Astrid (Egelind). L’occasione permette ai due di conoscersi e d’incrociare i propri destini, alla riscoperta delle gioie della vita.

Le commedie dedicate al tema del matrimonio sembrano non essere mai abbastanza: dopo il filone dedicato ai testimoni dello sposo, alle damigelle della sposa, fino agli amici e ai parenti di ennesimo grado, ecco spuntare l’ennesima pellicola, tutta con gli occhi puntati sul ruolo dei genitori. Ma non le due canoniche coppie di vecchia data, presi dalle nozze dei propri pargoli e pronti a spendere e spandere fino all’ultimo centesimo per la gioia dei rondinini che finalmente abbandonano il nido: questa volta sotto i riflettori ci sono un padre, vedovo, piacente e in rotta con il futuro sposo, e una giovanile madre, reduce da due beffardi scherzi del destino: un tumore – fortunatamente sconfitto – al seno e un marito infedele, capace di tradirla dopo un quarto di secolo di vita coniugale con una giovane donna, soprattutto molto più giovane di lei.

Susanne Bier vuole dire la sua, sviscerando l’universo di queste due vulnerabili figure senza però mettere da parte un pizzico d’umorismo, capace di portare una ventata di spensieratezza anche su momenti duri e complessi come quelli che avvolgono il fato dei due personaggi interpretati – decorosamente, va detto – dalla coppia cinematografica formata da Brosnan e dalla Dyrholm. Potrebbe andare tutto bene, vista la splendida e romantica cornice rappresentata dalla villa con limoneto in quel di Sorrento, cartolina che fa da sfondo alle vicende principali; potrebbe ma, ovviamente, non accade ciò: tutto s’intreccia, tutto si complica, almeno fino alla classica risoluzione degli eventi con immancabile lieto fine.

Non è assolutamente l’originalità il punto di forza di Love Is All You Need, sebbene possa vantarsi si aver affrontato in maniera pulita e priva di scontate volgarità uno degli argomenti più amati della cinematografia degli ultimi anni, complice un cast ben affiatato e uno scenario da favola. Una nota di riguardo va alla colonna sonora: da Mina ai Ricchi e Poveri, è tutto un tripudio di musica del bel Paese; scontata, sicuramente, ma sicuramente apprezzata dai più romantici in sala.