A Sanremo la par condicio anche con le canzoni dialettali. A chiederla è il ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia, il quale ha proposto che, se in futuro dovesse essere accettata una canzone in dialetto, ci dovranno essere in gara anche altri brani in dialetti diversi.

Per il momento le polemiche su Nino D’Angelo, che si è esibito in napoletano, si potrebbero anche placare: per ora è fuori dai giochi, sebbene stasera potrebbe essere ripescato. Si parla di inserire i sottotitoli alla sua canzone: nel corso della prima conferenza stampa si è chiesto ai giornalisti di inserire il testo in traduzione sui giornali, ma tutto appare un po’ troppo esagerato.

Non è la prima canzone in dialetto in gara, né sarà l’ultima. E c’è chi si chiede: si dovranno passare i sottotitoli anche nel caso di musicisti ospiti stranieri? Sono in molti a reclamare la centralità della musica nel festival della canzone italiana, eppure sembra che il “contorno”, lo spettacolo, la passerella siano più importanti di tutto.

Luca Zaia ha chiesto:

Auspico che a Sanremo ci sia una par condicio dei dialetti e che non accada più come quest’anno dove è stato privilegiato il napoletano con la canzone di Nino D’Angelo. Mi appello ad Antonella Clerici e a mamma Rai affinché il prossimo anno valutino l’opportunità di introdurre una par condicio per i dialetti e una sezione speciale del festival dedicata agli idiomi di tutta la penisola. Quest’anno si è persa una grande occasione, se ci deve essere una canzone in napoletano allora ce ne sia un’anche in veneto, in siciliano o in toscano.

Ma Zaia trascura un dettaglio non da poco: non esiste una lingua italiana standard, perciò i cantanti a Sanremo portano con sé ognuno un po’ della propria terra e ingabbiare la musica in degli schemi “democratici” significa dare al dialetto una dignità linguistica che non possiede. Oltre che il napoletano, più degli altri dialetti, possiede una secolare tradizione musicale consolidata.

Ma la musica è universale e a volte le parole del testo non contano: una melodia può essere ascoltata, apprezzata o detestata da chiunque. E dovrebbe essere lei la protagonista a Sanremo, la musica.