Luca Zaia, l’attuale Governatore del Veneto, si è duramente espresso nei confronti delle fiction trasmesse sui canali Mediaset. Secondo Zaia, gli stereotipi presenti all’interno delle fiction sarebbero offensivi nei confronti della gente del nord.

Il Governatore ha preso in esame in modo particolare “Distretto di Polizia 10“, dove uno dei personaggi è un poliziotto bergamasco poco sensibile e non troppo intelligente. Sarebbe stata proprio la caratterizzazione data al nuovo personaggio a far alterare Zaia, spingendolo a scrivere una lettera di protesta al presidente Mediaset Fedele Confalonieri, che dice:

Caro presidente mi rivolgo a te per l’amicizia e la stima che ho nei tuoi confronti, e perché mi spiace constatare che la più grande rete televisiva commerciale d’Italia, Mediaset, che nasce al Nord e vive di pubblicità raccolta dalle aziende che sono in gran parte al Nord, abbia sposato l’andazzo di culturame razzista nei confronti del Nord e dei suoi abitanti. Mi riferisco all’ultima trovata del personaggio dell’agente scelto Giovanni Brenta entrato di recente a far parte della decima serie della fiction “Distretto di Polizia” in onda su Canale 5 che sfodera un indubitabile bergamasco, e mostra un carattere che la stessa presentazione fatta dagli autori spiega che “non brilla né per sensibilità né per intelligenza”. So che non ho il potere di cambiare le produzioni né i palinsesti televisivi, ma almeno voglio farti sentire la forte in****tura mia personale e di milioni di miei concittadini veneti a est e a ovest del Tagliamento e dell’Adda. Posto poi che i tuoi autori sappiano andare oltre il Tevere e l’Aniene.

Dopo la lettera inviata a Confalonieri, c’è subito stata la replica da parte del presidente, che così risponde agli attacchi di Zaia:

Terroni e polentoni sono due figure classiche non solo del cinema e della fiction ma anche del teatro italiano.

Dopo il botta e risposta, siamo sicuri che la polemica andrà avanti anche nelle prossime ore. Mentre per quanto riguarda il discorso sugli stereotipi, questi non possono che essere giudicati come figure comuni, in cui è facile riconoscersi e riconoscere.