Sempre restia a parlare di sé Lucia Annunziata, ma altrettanto pronta a discutere del futuro Rai. Quell’emittente di cui proprio lei da alcuni giorni non fa più parte. Le sue dimissioni sono arrivate in coda alla presentazione dei palinsesti della terza rete nazionale, quando è risultata “estromessa” dalla brochure programmatica.

Galleria di immagini: Michele Santoro

Non scende molto nel dettaglio quando si tocca il tasto “dolente”. Si limita a far notare come poco credibile la teoria del “refuso”, con cui il direttore di rete Paolo Rufini aveva liquidato la polemica. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe mancato il nome dell’Annunziata all’interno della brochure, mentre risulterebbe nell’elenco finale. Versione che non trova la conduttrice di “In mezz’ora” concorde, oltre che per nulla interessata alle opinioni espresse sul suo addio a viale Mazzini:

“Non m’importa nulla di cosa si possa pensare di me. Mi sono dimessa e basta. Ad ogni modo il mio nome non c’era proprio. Sia nella brochure che in elenco”.

A chi le domanda riguardo il suo futuro, la giornalista risponde secca:

“Cosa farò adesso? Andrò in vacanza”.

Sul tema Rai è però molto chiara, in particolare riguardo la presenza o meno di Santoro nel prossimo futuro della TV pubblica:

“La Rai deve tornare a vivere di pubblicità. Per questo deve tenere tutti i suoi divi nei palinsesti a cominciare da Santoro: questo è fondamentale”.

In sintonia con l’ex direttore Rai anche Sergio Cusani, che per Slc/Cgil ha svolto una relazione sull’andamento Rai degli ultimi anni:

“Per una normale azienda ci sarebbe da dichiarare lo stato di crisi. Nel solo 2010 la perdita è stata di 98 milioni di euro, ma dal 2006 ad oggi è avvenuto un declino continuo che ha portato ad un processo di mortificazione delle risorse interne e di dequalificazione sia tecnologica che professionale”.

Conclude parlando nello specifico di Michele Santoro, sottolineando la perdita a cui la Rai andrebbe incontro lasciandosi scappare il conduttore:

“{#Annozero} portava nelle casse dell’azienda ben 16 milioni di euro”.