Domenica scorsa a “Che tempo che fa” Luciana Littizzetto ha commentato ironicamente le dichiarazioni del cardinale Tarcisio Bertone, il quale avrebbe collegato il reato di pedofilia all’essere omosessuale.

La dichiarazione del porporato, poi anche smentita, ha colpito talmente tanto Lucianina che non è riuscita a trattenere le critiche verso la Chiesa:

Fra tutte le cose che poteva dire a discolpa della Chiesa, ha detto quella che ha fatto più girare le balle a tutti. Eminenza, ma non può dire a Tarcisione di contare fino a seicento prima di sparare minc***te?

A metà tra uno sfogo e uno sketch comico, la torinese proprio non si è risparmiata. Dopo alcuni applausi di incoraggiamento, è andata avanti a testa alta nell’ironia e ha rimarcato ancora una volta la differenza tra pedofilia e omosessualità:

La colpa non è dell’omosessualità: la pedofilia è una malattia. Il gay non è malato, è nato finocchio. I pedofili sono anche padri di famiglia eterosessuali, lo sanno anche i bambini, anzi soprattutto loro, purtroppo! Ma perché ve la prendete sempre con i gay, che ormai sono una categoria? Tra l’altro si moltiplicano sempre di più: una volta si moltiplicavano i pani e i pesci, Eminenza! Ora si moltiplicano i Village People. È proprio un contagio! Se vai a una festa nove su dieci sono gay, il racchio è etero.

Per chiudere in bellezza, la Littizzetto ha esposto il suo pensiero sulle coppie di fatto omosessuali e sui matrimoni gay. Tra le risate generali, si è dichiarata favorevole alle unioni tra persone dello stesso sesso:

Ma perché no? C’è in tutta Europa! Quanto ci vorrà affinché si possano sposare anche i gay? Il problema è la parola matrimonio? E chiamiamolo in un altro modo: patti di unione, unione delle patte! Sarebbe un grande passo per l’umanità: finalmente vedremo un maschio chinato a raccogliere i calzini da terra.