Luciana Littizzetto o la si odia, o la si ama. Forte, linguacciuta, decisa, è una donna che non se le fa mandare a dire. Affronta qualsiasi argomento in maniera diretta, quasi dando l’impressione che lei, alle conseguenze, non è che poi ci pensi più di tanto.

Il suo monologo andato in scena durante la terza serata del 64° Festival di Sanremo è stato forte quasi quanto quello dello scorso anno dedicato agli uomini e al femminicidio. Questa volta il tema è “la bellezza” e la Lucianina nazionale lo affronta a modo suo, con efficacia e semplicità. Quella semplicità che la porta a dire qualche parolaccia di troppo, che la porta, talvolta, ad essere disprezzata da chi in lei ci vede solo un personaggio che ama provocare e, per farlo, viene anche pagato più che bene.

Vero! Però se ci pensate, di gente dello spettacolo pagata tanto nel mondo ce n’è tanta. Perlomeno Luciana Littizzetto non mostra tette e culo come tante sue colleghe, bensì è solita mandare dei messaggi nelle sue “comparsate”. Messaggi come: “Sono piccola, bruttina e con una voce da gallina, però sono sul palco di Sanremo, però ce l’ho fatta, però sto bene con me stessa, perché altrimenti non sarei capace di prendermi in giro da sola“.

Le parole più belle del discorso di ieri sera? Queste:La bellezza è Lucia Annibali, che ha avuto il coraggio di ripartire e di affrontare quel mostro a testa alta, la bellezza è la splendida Gillian, la modella che sta sulla sedia a rotelle, la bellezza è Alex Zanardi che è un figo pazzesco che riesce a scherzare anche se non ha le gambe”.

(Foto by InfoPhoto)