Lucio Dalla: al suo funerale è grande la commozione da parte di colleghi, politici, fan e semplici concittadini bolognesi. È stata aperta la camera ardente in vista del funerale che si terrà domani, giorno del suo 69esimo compleanno: il ricordo è nel cortile d’onore di Palazzo D’Accursio, affollatissimo di persone e risuonante delle note delle canzoni più celebri e immortali.

Su piazza Maggiore a Bologna campeggia l’ultimo saluto a Lucio Dalla, con una gigantografia del cantante e la scritta semplice, come a lui sarebbe piaciuta “Ciao Lucio”. Anche Julio Iglesias ha inviato una corona posta ai piedi del feretro, e c’è anche il gonfalone del comune e quello dell’università. Tra i colleghi presenti, Ron, Samuele Bersani che scrisse per lui “Canzone”, e Pierdavide Carone, collega al {#Festival di Sanremo} con “Nanì”.

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I funerali religiosi di Lucio Dalla saranno quindi domani, anche se qualcuno non è d’accordo. Sul sito Pontifex, infatti, si legge che dovrebbero essere negate le esequie religiose a un personaggio che in vita si è dimostrato troppo indulgente nei confronti della cultura gay. Sebbene questa opinione si commenti da sola, sono fioccate le rivolte degli utenti (anche se in numero limitato a causa della struttura del sito) e uno di questi è sufficientemente eloquente.

Parce sepulto” si legge infatti tra i commenti. Si tratta di una frase dell’Eneide di Virgilio, nel punto in cui Enea sta costruendo un altare strappando dei rami che coprono invece il cadavere insepolto del figlio di Priamo, Polidoro, depredato del tesoro di Troia, ucciso e lasciato insepolto sulla spiaggia tanto da non poter raggiungere l’Ade. “Risparmia chi è defunto” significa l’espressione latina, che indica un motto alla civiltà, per qualcuno che non può parlare, non può difendersi dalle accuse. E in fondo, non è il messaggio ultimo e più grande del cristianesimo “ama il prossimo tuo e non giudicare”? Soprattutto quando il defunto in questione, Lucio Dalla, non ha elargito affatto modelli di vita al di fuori di quelli che potrebbero essere i canoni religiosi o civili, tanto da non parlare mai della propria sessualità, un fatto intimo anche per un personaggio pubblico.

Il dolore per la morte di Dalla si comprende da milioni di lacrime. Persino un blog sarcastico e politicamente scorretto come Il Morto del Mese ha evidenziato come la morte di Dalla sia un danno per la musica italiana e come tutti i più grandi se ne siano ormai andati, tanto che si legge ironicamente:

«Paff… bum, piangiamo tutti insieme (questa volta per davvero) la scomparsa della musica italiana. Dopo De André, Tenco, Piero Ciampi, Gaber, Rino Gaetano e Battisti, abbandona anche lui il mondo della canzone, lasciandolo nelle mani di J-Ax e Apicella.»

Fonte: Adnkronos, Pontifex, Il Morto del Mese.