Lucio Dalla è stato uno dei più interessanti fenomeni musicali italiani. Questo perché ha saputo sperimentare tra stili e generi differenti, andando incontro ai gusti del pubblico, senza abbandonare la raffinatezza di una melodia non sempre dalle sfumature popolari. Il suo pezzo più celebre è sicuramente “4.3.1943”, come la sua data di nascita, che parla appunto di una nascita per amore e di un padre andato via perché “parlava un’altra lingua però sapeva amare”.

Galleria di immagini: Lucio Dalla

Accanto a questa, probabilmente il pezzo che supera persino la fama di Lucio Dalla è “Caruso”, con un ritornello in napoletano dedicato al tenore Enrico Caruso: la canzone è divenuta quasi un inno degli italiani all’estero. Molte delle sue canzoni sono rimaste nell’immaginario popolare per dei testi che restano impressi accanto a una musica non facilissima, tanto che spesso vengono ricordati con alcune parole del testo, ma non con il vero titolo: accade per le due canzoni già citate e, ad esempio, per “L’anno che verrà”.

Il coro è stata una parte importante della musica di Lucio Dalla, che l’ha valorizzato nel successone degli anni ’90 “Attenti al lupo”, un successo che poi, nonostante i pezzi interessanti del nuovo millennio, non sarebbe riuscito a replicare. Interessante la collaborazione con altri cantautori, come Ron, che scrisse proprio “Attenti al lupo”, Samuele Bersani per “Canzone” e Roberto Roversi, che lo accompagnò nell’intera prima fase della sua carriera artistica da solista, intrapresa grazie al consiglio di Gino Paoli.

Tra pezzi più amati e ricordati dalle persone vanno annoverati anche “Bisogna saper perdere”, “Piazza Grande”, “Il motore del 2000”, “Come è profondo il mare”, “Anna e Marco”, “Balla balla ballerino”, “Vita”, e “Ciao“, riproposta nel video in basso per salutare in modo consono un grande cantante scomparso ieri, la cui salma è stata traslata nella sua Bologna in queste ore.

Fonte: Repubblica.