Guardate con un occhio diverso gli strumenti che avete in mano: il cellulare di ultima generazione, il netbook che pesa meno di un chilo, l’iPad sottile come una busta. Sono piccole scrivanie viaggianti, che stanno nella borsetta o sul palmo della mano.

Così, questa rivoluzione tecnologica sta cambiando, attorno a noi, i bar, i parchi. Perché molti lavorano ormai in qualunque posto. È il mondo dei liberi professionisti che incontra quello dei luoghi pubblici, li chiamano Nomadi digitali, all’estero una catena come Starbucks ci ha fondato un business, in Italia si sta facendo avanti timidamente nelle grandi città.

Uomini e anche donne (anzi, pare che le donne siano più portate) stanno imparando a lavorare… al bar. Una volta ci si andava per una pausa dal lavoro, adesso ci si va per lavorare. Uno dei tanti meccanismi evolutivi causati dalla crisi economica, che ha spazzato via molte certezze, lasciando a casa molti professionisti anche con competenze ragguardevoli.

Così anche i bar hanno cominciato a ospitare professionisti in giacca e cravata, piccole riunioni, briefing intercontinentali, e si devono adeguare. In verità sono ancora pochi quelli che lo hanno capito e lo stanno facendo, assicurando connessione WiFi gratuita ai loro clienti, riservando degli spazi. Tullio Galli, direttore della Fiepet-Confesercenti, ha spiegato di recente che soltanto il 10 per cento dei locali è adeguatamente attrezzato:

“Da noi intanto c’è un limite posto dalla dimensione dei bar: in media questi locali in Italia sono ampi 70-80 mq e per realizzare le postazioni Internet o installare il WiFi destinato a molte persone ci vuole più spazio. […] Ci sono stati problemi burocratici che hanno ritardato la diffusione di Internet nei locali pubblici ma ora sono superati e per noi tutto quello che porta lavoro ed economia all’interno di un esercizio è benvoluto.”

Tra le città più adatte, in Italia, c’è ovviamente Milano, ma è probabile che nel giro di un paio d’anni sarà facile vedere in tutte le città medio piccole i tavolini occupati da persone impegnate a controllare la posta elettronica, a completare delle slide, a conversare con un collega o sostenere un colloquio via webcam. E chi sarà capace di fornire un ambiente adatto, non per forza silenzioso, ma neppure troppo rumoroso, senz’altro ne guadagnerà.