Ci sono rughe e rughe: sul viso della mamma sono belle, ispirano amore e rispetto, sul viso della compagna sono segno di trascuratezza. Ma in ogni caso, dovendo scegliere, una partner ben carrozzata (scollattura e fondoschiena) fa dimenticare le zampe di gallina.

Sono sempre spietati i sondaggi di mercato, ma generalmente più sinceri di quelli politici. È probabile dunque che la ricerca di Demoskopea per conto di una casa produttrice di una nuova crema anti-età corrisponda al vero.

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Il campione di oltre mille uomini di età compresa tra i 16 e i 65 anni, istruzione media-superiore, ricalca tutti gli stereotipi del maschio italiano: la mamma è modello insuperato, le cui rughe ricordano le nervature delle foglie; le mogli o fidanzate invece sono solcate da “una ragnatela”, sembrano “un terreno arido”.

Nel primo caso, le rughe ispirano amore, tenerezza, nel secondo, invece, abbattono il desiderio e sono “una pesante interferenza alla manifestazione del sé in tutti i contesti: di lavoro, di amicizia, di relazione superficiale”.

Il fattore discriminante, stando a questo sondaggio, resta però il fatto che a fronte di qualche piccolo difettuccio, le compagne mostrino di tenere alla famiglia (per il 51%), sappiano cucinare bene (36%), abbiano belle gambe, un bel seno, un bel fondoschiena: più importanti, tra l’11 e il 15 per cento, di una pelle senza rughe, indispensabile solo per cinque uomini su cento.

Questi dati e il marketing che ne consegue, hanno convinto la Vichy a organizzare persino un talk show intitolato “Rughe: oltre il confine del tempo” che andrà in onda proprio oggi a partire dalle 12.