Il fenomeno delle fashion blogger ha colpito ogni angolo del Web: si tratta di giovani ragazze che, armate di computer e spirito critico, forniscono consigli utili sulle tendenze del momento. Anche il blasonato mondo della moda si è accorto di loro e, negli Stati Uniti, sembra che i principali stilisti letteralmente impazziscano per le giovanissime, vere e proprie stiliste esperte intrappolate in corpi da adolescenti.

Oltre alla ormai famosa Jane Aldridge, la diciottenne responsabile del seguitissimo “Sea of Shoes”, l’ultima mania in fatto di fashion blogger, come vi abbiamo già anticipato, sembra essere Tavi Gevinson che, dall’alto dei suoi 13 anni, partecipa di continuo a eventi mondani e riceve numerose proposte di lavoro, anche da stilisti affermati. Il successo della Gevinson, arrivato durante il corso del 2009, ha spianato la strada per una vera e propria invasione di baby blogger.

La piccola Tavi oggi fa parlare di sé perché, di recente, ha collaborato con la rivista Harper’s Bazaar, dispensando brevi consigli di moda in una propria rubrica, seppur non a cadenza fissa. Il lavoro ottenuto dalla giovane ha destato sia approvazione che polemiche, proprio per la tenera età della ragazza. Anne Slowey, di Elle Magazine, appresa la news dell’assunzione della Gevinson, non ha saputo trattenere il proprio stupore:

Che cosa ne ricavo dell’opinione sulla moda di una tredicenne?

Della stessa opinione Simon Doonan, creative director di Barneys New York, che, pur riconoscendo le doti della Gevinson, crede che sia più urgente proteggere l’infanzia della ragazza piuttosto che garantirle un posto di lavoro.

E in Italia? Nel bel paese il fenomeno delle fashion blogger sta sempre prendendo più piede, sebbene non ai livelli, a volte esagerati, a cui ci hanno abituato gli Stati Uniti. Recentemente è balzata agli onori di cronaca, grazie anche alla partecipazione a una puntata del “Chiambretti Night”, Chiara Ferragni, una fashion blogger da qualche mese apparsa sul Web. Non di certo una tredicenne, la giovane ha raccolto un buon numero di affezionati ma, a differenza degli USA dove generalmente le fashion blogger ricevono stima incondizionata, anche un discreto gruppo di detrattori, in particolare su Facebook. Che gli italiani, popolo della moda, siano diffidenti nei confronti di queste novelle stiliste fai-da-te?