A pochi giorni dallo sbarco alla 68ª {#Mostra del Cinema di Venezia}, gli alieni di Gian Alfonso Pacinotti arrivano nelle sale cinematografiche italiane con “L’ultimo terrestre“, opera prima del regista pisano che ha raccolto molti pareri positivi già durante la proiezione stampa. Tratto dal primo graphic novel di Giacomo Monti, “Nessuno mi farà del male“, il film in concorso nasce da una collaborazione tra la Fandango di Domenico Procacci e Rai Cinema con la partecipazione della Regione Toscana.

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Autore di fumetti e illustratore di testate come “Repubblica” e “Internazionale” col nome di Gipi, Pacinotti esordisce dietro alla macchina da presa accompagnato da un variegato cast che vanta attori dalla grande esperienza cinematografica e teatrale ed esordienti come Gabriele Spinelli, nel ruolo del protagonista Luca Bertacci, figlio – sullo schermo – di Roberto Herlitzka, interprete con alle spalle oltre 45 anni di carriera artistica. Tra gli altri si lasciano apprezzare anche Anna Bellato, già vista nella serie “Romanzo criminale” e “Che bella giornata” con Checco Zalone, e Luca Marinelli, protagonista con Alba Rohrwacher de “La solitudine dei numeri primi” di Saverio Costanzo.

Mancano pochi giorni all’arrivo degli alieni sulla Terra, ma nonostante la notizia non faccia altro che rimbalzare tra TV, radio e giornali, nessuno sembra essere particolarmente interessato. A preoccuparsi sembra sia solo Luca Bertacci (Spinelli), un uomo solitario e spaventato dalle donne a causa dell’assenza materna fin dalla più tenera età che trascorre le giornate tra la sala bingo in cui lavora e gli incontri con il padre (Herlitzka) nella casa sperduta nella campagna toscana divisa con il cane e il costante ricordo della moglie scomparsa. Incapace di reagire a una vita monotona e insoddisfacente, in cui l’unico appiglio alla normalità è l’amicizia con il transessuale Roberta (Marinelli), Luca decide di sfruttare le ore precedenti all’invasione degli extraterrestri per avvicinarsi alla vicina di casa Anna (Bellato), di cui è timidamente innamorato nonostante sia fidanzata con un uomo poco raccomandabile.

Anticipato da una misteriosa pubblicità virale fatta di alieni verdi e da un finto filmato del TG3 che ne annunciava l’arrivo imminente, “L’ultimo terrestre” si lascia apprezzare fin dai primi minuti, grazie alla leggerezza e alla freschezza con cui affronta temi che con la fantascienza vera e propria hanno ben poco a che fare. Infatti, è chiaro come le creature dello spazio siano solo il pretesto per portare a galla tematiche dal sapore decisamente italico come il rapporto con la famiglia e la difficoltà di sopravvivere in un mondo estremamente conformista.

Un film volutamente esagerato tanto da risultare a tratti grottesco, in un crescendo che attende di esplodere come il suo protagonista che per anni ha accumulato rabbia e dolore senza reagire, chiudendosi in un micromondo del quale non sopporta più i limiti senza però fare nulla per oltrepassarli. Servono gli alieni per poter dare uno sguardo dall’interno a una società ormai allo sbaraglio, spaventata dall’arrivo di qualcosa di sconosciuto che potrebbe sovvertire l’ordine delle cose dall’alto della propria saggezza che li aiuta a capire “cosa è bene e cosa è male” ma ancora più spaventata dalla possibilità di non cambiare.

Gli alieni toccano con garbo la vita di Luca, senza cambiare drasticamente la sua esistenza ma gettando le basi e accompagnando il protagonista in un cambiamento difficile, alla scoperta di una verità che dopo averlo sconvolto lo spingerà a una nuova esistenza e alla speranza di trovare un barlume di felicità in quella routine quotidiana ai limiti. Una storia d’amore dunque, ma nel senso più ampio del termine, quella che ci regala Gipi, capace di affascinare e commuovere senza trucchetti o giri di parole. Davvero un esordio soddisfacente.