A partire da oggi, sarà disponibile nelle sale “L’uomo che verrà”, il nuovo film di Giorgio Diritti, regista di “Il vento fa il suo giro” (2007), uno dei film italiani a basso budget, più interessanti degli ultimi anni. L’autore bolognese, nonostante sia solo al suo secondo lungometraggio, ha già alle spalle tantissima esperienza maturata con registi del calibro di Lizzani, Wertmuller e Pupi Avati.

Il film, racconta uno degli episodi più tristi del nostro paese, la strage di Marzabotto, che si concluse con 770 morti dei quali 216 erano bambini. Marzabotto, è stata per molto tempo, solo una tragedia appena accennata nei libri di storia. Protagonista del film, è l’incredibile Greta Zuccheri Montanari (Martina), una bambina di otto anni, incapace di parlare dopo la morte del fratellino appena nato. La vicenda è ambientata nel 1943 alle pendici del Monte Sole, qui i contadini lavorano intere giornate, tentando in ogni modo di sopravvivere al freddo e alla fame.

Fra le attrici protagoniste ci sono Alba Rohrwacher e Maya Sansa (Lena), madre di Martina, che resterà nuovamente incinta, proprio mentre la guerra è sempre più vicina. Giorgio Diritti, si conferma anche in questa pellicola come il miglior discepolo di Ermanno Olmi con il suo stile è documentaristico. “L’uomo che verrà”, è recitato utilizzando il dialetto emiliano del periodo in cui si svolsero i fatti, il film sarà distribuito nelle sale con i sottotitoli.

La pellicola, ci restituisce una realtà e delle esistenze oramai perdute per sempre, va ricordato che il film ha vinto il Marco Aurelio d’argento e il premio della critica al “Festival del cinema internazionale di Roma”.