L’Uomo Fiammifero” è una favola per bambini, scritta e diretta dall’esordiente Marco Chiarini, che uscirà al cinema dal 26 febbraio.

L’iter creativo e produttivo di questa pellicola riflette la grande passione e lo sconfinato coraggio del regista abruzzese Chiarini.

La produzione del film “L’Uomo Fiammifero”da un libro di disegni, foto e appunti, da cui trae spunto Il film prodotto con un esiguo budget, è stato presentato prima come “Evento Speciale Fuori Concorso al Giffoni Film Festival 2009” raccogliendo il plauso di pubblico e critica, poi ha deciso di sfidare il più famoso “Paranormal Activity” di Oren Peli, prodotto da Steven Spielberg, al prossimo “Fantasy Horror Award 2010” di Orvieto.

Il regista Chiarini dimostra così non solo di avere un grande sogno ma anche di avere molto coraggio.

Anche la distribuzione del film risulta rivoluzionaria. La Casa di Distribuzione sarà la Social Distribution, un’idea nata del regista Marco Chiarini e di Fabio Fidanza, che si ispira al principio secondo cui:

“Lo spettatore distribuisce il film e prende parte agli incassi”.

Così la pellicola sarà proiettata nelle principali città italiane, da Roma a Milano, da Torino a Parma, da Modena a Matera.

Il film racconta la storia di Simone, un bambino di undici anni, che vive insieme al padre nella campagna teramana. Simone ha perso la mamma a causa di un cancro cinque anni fa. L’unico modo che ha per sentirla vicina è ricordare la favola che la mamma gli raccontava quando era in vita: quella dell’Uomo Fiammifero. La favola diventa un diario di indizi e segni nell’attesa che l’Uomo Fiammifero arrivi ad esaudire ogni desiderio. Insieme a Lorenza, una vicina di casa che viene dalla città, l’avventura inizia tra amici immaginari che parlano al contrario, giganti nani, trappole e nascondigli, il tutto sotto l’occhio guardingo e severo del padre (Francesco Pannofino).

“L’Uomo Fiammifero” nasce come un film per bambini: c’è tanta magia, poesia e curiosità. La storia è semplice, molto lineare, adatta ad un pubblico molto giovane.

La regia è sempre molto attenta e studiata, la fotografia risulta incantevole, il ritmo assume toni fiabeschi.

Il regista Chiarini ci racconta l’infanzia in un’ottica non nuova, ma spesso dimenticata: quella della genuinità, della magia, del sogno fantastico.

Sicuramente Marco Chiarini è una promessa del cinema italiano che farà molto parlare di sé: lo ha dimostrato con questo piccolo gioiello cinematografico low budget.