Esiliato da tempo dalla televisione, Daniele Luttazzi ritorna in teatro, debuttando il prossimo 3 novembre al Teatro Nuovo di Milano con lo spettacolo “Va dove ti porta il clito“, da tempo uno dei classici del comico.

In un’intervista a Gioia, Luttazzi ha parlato delle differenze tra teatro e televisione, focalizzandosi sul proprio ritorno sul palcoscenico:

Ogni tanto riporto in scena i miei monologhi classici. Li riscrivo di continuo: miglioro io, migliorano loro. E il pubblico cambia, adesso la mia platea è soprattutto di ventenni che avevano otto anni alla prima mia edizione. Non c’è alcuna differenza con la TV, a parte l’impatto che il tuo punto di vista ha sulla pubblica opinione. È questo che la censura ti toglie: la possibilità di far ridere il numero più vasto possibile di persone, instillando loro dubbi sulla propaganda che li anestetizza.

Luttazzi fu vittima di censura a causa del programma Satyricon, andato in onda nel 2001. La trasmissione fu spesso al centro di polemiche, ma il caso scoppiò per un’intervista a Marco Travaglio sul libro “Il colore dei soldi“, che raccontava in maniera controversa le origini della ricchezza di Silvio Berlusconi. Berlusconi espresse il cosiddetto “editto bulgaro“, dove affermò un uso errato della TV pubblica da parte di Luttazzi. Il Presidente del Consiglio fece causa al comico che, nonostante sia sempre stato assolto da ogni accusa, ha ridotto significativamente la propria presenza in TV. L’ultima apparizione di Luttazzi sul piccolo schermo risale al 2007, con il programma Decameron.