Ancora una volta il Governo è battuto alla Camera. Quello che viene prontamente definito dai vertici Pdl come un “incidente di percorso”, si lascia alle spalle l’articolo uno della legge sull’assestamento del bilancio 2010.

Minimizzano da Palazzo Chigi, dove si parla di assenze disordinate e non indicatrici di sfaldamento della maggioranza.

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Riprende fiato però l’opposizione, che torna a chiedere che Silvio Berlusconi salga a riferire al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano riguardo i veri numeri del suo Governo. La risposta del premier è stata di tutt’altro avviso: un discorso programmatico per ricompattare i suoi fedelissimi ed entro giovedì il voto di fiducia alla Camera dei Deputati.

Molte le probabilità che questo discorso riguardi la crisi economica, per fare leva sulla presunta impossibilità logica di ricorrere alle urne. Silvio Berlusconi, che da qui a giovedì dovrà risolvere i più o meno gravi problemi di tenuta parlamentare, sceglie la linea dura per rispondere ai suoi oppositori:

«Completeremo il programma. Ottenuta la fiducia, a quel punto la Costituzione parla chiaro: se hai la maggioranza e hai i voti non ci sono altre strade, il governo va avanti e tutti se ne dovranno fare una ragione».

Subito alcune voci però vedono al centro di una nuova polemica il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, assente alle votazioni e immediatamente sospettato di voltare le spalle agli alleati. Minimizza Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera:

«Non c’è alcun atto politico: stava lavorando e ha sottovalutato l’importanza del voto. Qui non c’è da far pagar niente a nessuno. È stato solo un incidente come si può vedere se si analizzano le assenze».

Fonte: La Repubblica