È con {#Magic Mike} che Steven Soderbergh torna all’attacco, dopo aver cercato di sviare il pubblico di estimatori e detrattori in maniera ben poco convincente, proponendo una pellicola che ha già fatto parlare molto di sé al suo esordio sul grande schermo in territorio statunitense. Il suo spirito eclettico, ormai noto ai più, gli permette di tuffarsi senza alcun timore nel mondo dello spogliarello maschile dopo aver saltellato tra prodotti di ogni genere, da produzioni milionarie a titoli a basso costo; è da qui che nasce l’ultima sua avventura, capace di offrire molto di più di quanto sembrerebbe al primo sguardo.

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Con il cast di Magic Mike, Soderbergh non ha assolutamente badato a spese: sono molti i belli tra i belli che si alternano davanti alla macchina da presa, a partire dall’ex modello e ora attore affermato Channing Tatum. Insieme a lui ci sono Matthew McConaughey e Alex Pettyfer, affiancati dagli altri due notevoli quanto apprezzati in particolare dal pubblico femminile Matt Bomer e Joe Manganiello.

Mike (Tatum) è un giovane imprenditore che di notte si trasforma in spogliarellista dal nome Magic Mike. Con lui, al Club Xquisite di proprietà di Dallas (McCounaghey) sempre circondato da tantissime donne, c’è anche il giovanissimo e inesperto Kid (Pettyfer) che subito diventa un suo protetto; l’incontro con Brooke (Cody Horn), sorella di Kid, lo costringe però a rivedere la sua professione notturna che poco sembra andare d’accordo con il suo sogno d’amore.

Quando essere e apparire si scontrano in maniera così dura e violenta come, si va oltre ai soliti cliché imposti dalla società moderna; si va ben oltre i muscoli, la bellezza o la prestanza fisica. C’è bisogno di valori forti, niente che può essere comprata o, peggio ancora, pompata attraverso ripetute serie di esercizi fisici nelle palestre di qualsiasi angolo del globo. È ciò che Steven Soderbergh prova a raccontare in Magic Mike, superando gli stereotipi e cercando di aprire gli occhi, non senza strizzarne almeno uno all’accattivante presenza scenica del suo cast capitanato da un costantemente monoespressivo – ma particolarmente convinto – Channing Tatum, costretto a fare da mediatore tra le ragioni del cuore e quelle del portafoglio.

C’è dunque molto altro oltre allo spogliarello nella pellicola di Soderbergh, a prima vista fatta esclusivamente di corpi muscolosi e sensualità spinta all’estremo. Sorretta anche da una colonna sonora particolarmente accattivante e da un cast perfettamente affiatato nei panni, piuttosto succinti, indossati nei 110 minuti proposti al pubblico italiano. Un pubblico che, purtroppo, è costretto però a fare i conti con un doppiaggio italiano particolarmente poco riuscito, tanto da rendere decisamente poco accattivante più di una performance, una su tutte quella di McConaughey.